Parigi ha ufficialmente chiesto le dimissioni di Francesca Albanese dal suo incarico di relatrice speciale delle Nazioni Unite per i Territori palestinesi. La decisione è stata annunciata dal ministro degli Esteri francese Jean-Noël Barrot durante un intervento all’Assemblea Nazionale, dove ha condannato senza riserve le dichiarazioni della funzionaria italiana.
La Francia è uno dei cinque membri permanenti del Consiglio di sicurezza dell’ONU, quindi la sua voce ha un peso notevole nelle organizzazioni internazionali. Barrot ha spiegato durante il suo intervento che le parole pronunciate da Albanese sabato scorso durante una conferenza a Doha, capitale del Qatar, hanno oltrepassato ogni limite accettabile.
Durante l’Al Jazeera Forum in Qatar, Albanese ha definito Israele “il nemico comune dell’umanità”. Questa frase ha immediatamente provocato reazioni sdegnate da parte di diversi paesi. Per la Francia, il problema non sta nel criticare le scelte politiche del governo israeliano, cosa che Barrot definisce legittima in una democrazia, ma nell’attaccare Israele come popolo e come nazione.

Il ministro francese ha tracciato una linea netta: criticare le decisioni di un governo è un diritto democratico, ma rivolgere accuse contro un intero popolo è qualcosa di completamente diverso e rappresenta una violazione dei principi che un funzionario ONU dovrebbe rispettare.
La conferenza di Doha non era un incontro qualsiasi. Tra i partecipanti al panel di tre giorni dedicato al Medio Oriente c’erano figure controverse: Araghchi, il ministro degli Esteri iraniano, e Khaled Meshal, uno dei leader di Hamas che vive all’estero. Durante l’evento, Meshal ha ribadito con forza che Hamas non ha alcuna intenzione di deporre le armi né di avviare un processo di pace nella Striscia di Gaza.
La presenza di Albanese in questo contesto ha sollevato molte perplessità. Israele aveva già protestato duramente, definendo “assurda” e “una vergogna morale” la partecipazione di una rappresentante delle Nazioni Unite a un evento dove erano presenti esponenti di organizzazioni considerate terroristiche da molti paesi occidentali. Le autorità israeliane hanno sottolineato che era inaccettabile vedere una funzionaria ONU “condividere un palco con terroristi le cui mani sono sporche di sangue”.
Barrot ha annunciato che la Francia presenterà ufficialmente la richiesta di dimissioni il prossimo 23 febbraio al Consiglio dei diritti umani dell’ONU, l’organismo delle Nazioni Unite che si occupa della protezione e promozione dei diritti umani nel mondo. Non è ancora chiaro se altri paesi si uniranno alla Francia in questa iniziativa.



