Nel mondo della televisione italiana, pochi nomi evocano potere e strategia come quello di Lucio Presta. Il celebre manager dei vip ha recentemente deciso di rompere il silenzio, affidando alle pagine del suo libro L’uragano (edito da Piemme) e a una densa intervista al Corriere della Sera una serie di riflessioni taglienti. Tra alleanze storiche ormai polverizzate e accuse dirette, il ritratto che emerge è quello di un uomo che non teme il conflitto, preferendo l’incendio alla diplomazia.
Uno dei capitoli più amari riguarda la fine del sodalizio con Paolo Bonolis. Presta parla di un legame profondo, un’amicizia fraterna che ha attraversato i periodi più bui di entrambi. Tuttavia, il calore del passato ha lasciato il posto al gelo. Il manager individua una causa precisa per questa rottura: l’influenza di Sonia Bruganelli, ex moglie del conduttore.
Presta usa parole durissime, descrivendo una “smisurata sete di potere” da parte della Bruganelli, rea di aver tentato di colpirlo professionalmente con una “lama affilata”. Davanti a quello che definisce un attacco diretto, il manager ha scelto la linea della fermezza per “rimettere i fatti in riga”, segnando la fine di un’era per la televisione commerciale.
“Con Paolo ci siamo voluti un bene dell’anima. Io sono stato al suo fianco in tutti i suoi momenti bui e lui c’è stato in tutti i miei momenti difficili: sono molto addolorato per la fine della nostra amicizia. Quando sua moglie — spinta da una smisurata sete di potere — ha utilizzato una lama affilata per provare a uccidermi, non potevo rispondere con i fiori. Dovevo rimettere i fatti in riga“.
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Non meno polemico è il passaggio dedicato ad Amadeus. Nonostante il successo dei Festival di Sanremo targati dalla loro collaborazione, Presta avverte un senso di tradimento. Anche in questo caso, il dito è puntato contro la sfera familiare del conduttore: secondo il manager, la moglie Giovanna Civitillo avrebbe lavorato attivamente contro di lui, sussurrando consigli sbagliati all’orecchio del marito.
Il manager analizza con severità anche il discusso passaggio di Amadeus al canale Nove. Presta sostiene di aver previsto il fallimento dell’operazione, sottolineando che il conduttore avrebbe peccato di presunzione nel pensare di potersi gestire da solo. Il paragone con Fabio Fazio è netto: se Fazio è un’identità fusa con il suo programma, Amadeus sarebbe andato incontro a un ostacolo inevitabile lontano dalla protezione della Rai.
Presta rivendica inoltre un ruolo fondamentale nell’ascesa del marchio Amici sul palco dell’Ariston, un merito che, a suo dire, Maria De Filippi non avrebbe mai riconosciuto. Questo attrito avrebbe portato a una sorta di ostracismo verso i suoi assistiti. Un esempio emblematico è quello di Lorella Cuccarini:
“Le ho ricordato che nel salotto buono della televisione non ero entrato grazie a lei, ma mi ci aveva già trovato. So per certo che da quel momento gli artisti che lavoravano con me non li voleva nei suoi programmi, tranne Paolo. Lorella Cuccarini a un certo punto si è fatta seguire dal fratello perché evidentemente aveva avuto notizie che, senza di me, avrebbe potuto fare Amici. E di certo non la biasimo“.
Il racconto si fa più intimo quando tocca la carriera della moglie, Paola Perego. Presta ricorda con rabbia la chiusura del suo programma in Rai sotto la direzione di Campo Dall’Orto, un evento che ha causato alla conduttrice un trauma fisico e psicologico devastante, allontanandola definitivamente dalla rete ammiraglia.
Infine, un commento su Belén Rodríguez: lontana dall’essere una fredda calcolatrice, la showgirl viene descritta come una donna che ha sacrificato una fortuna e una carriera potenzialmente immensa per inseguire costantemente l’amore. Un giudizio che, pur nella sua schiettezza, sembra quasi un’assoluzione rispetto ai toni bellicosi riservati agli altri protagonisti del piccolo schermo.



