Milano si prepara ad accogliere Donald Trump per quella che potrebbe essere una visita lampo in occasione delle Olimpiadi invernali. Il presidente degli Stati Uniti ha manifestato la ferma intenzione di essere presente domenica all’arena di Santa Giulia per assistere alla finale del torneo olimpico di hockey su ghiaccio maschile, ma solo a una condizione: che la nazionale americana riesca effettivamente a qualificarsi per l’ultimo atto della competizione.
Secondo quanto riportano fonti qualificate, Trump avrebbe ribadito di recente questa volontà, e dei segnali da Roma in questo senso sarebbero già arrivati al capoluogo lombardo. La prefettura e la questura di Milano hanno quindi iniziato a pianificare le disposizioni di sicurezza necessarie per ospitare l’inquilino della Casa Bianca, un’operazione già rodata nei giorni scorsi in occasione delle visite del vicepresidente JD Vance, della Second Lady e dei figli, oltre che del Segretario di Stato Marco Rubio.
La possibile trasferta italiana di Trump si distinguerebbe tuttavia per la sua brevità e il carattere mirato. Dopo l’atterraggio dell’Air Force One, il presidente si dirigerebbe direttamente verso la nuovissima Ice Skating Arena per assistere alla finale delle 14.30, per poi proseguire immediatamente verso la storica Arena di Verona dove si terrà la cerimonia di chiusura dei Giochi olimpici invernali, con il passaggio di consegne alle Alpi francesi che ospiteranno l’edizione 2030.
Non sono previsti pranzi ufficiali, visite turistiche o probabilmente nemmeno pernottamenti, tutti elementi che invece hanno caratterizzato il tour milanese del vicepresidente Vance e famiglia. Resta però aperta l’ipotesi che Trump possa anticipare il suo arrivo a sabato sera, il che comporterebbe una notte da trascorrere in città, magari al Gallia, lo stesso hotel già utilizzato dal suo vice.

Il dispositivo di scorta per la visita presidenziale dovrebbe essere ancora più imponente di quello predisposto per Vance, che aveva visto l’impiego di 45 mezzi di scorta. Tuttavia, l’utilizzo di queste risorse sarebbe limitato sia nel numero degli spostamenti che nelle ore di presenza effettiva in città, evitando così le lunghe colonne di veicoli che hanno paralizzato Milano durante le precedenti visite dell’amministrazione americana.
Il percorso verso la finale olimpica per la squadra statunitense è ancora in corso. Gli Stati Uniti si sono già qualificati ai quarti di finale e sono in attesa di conoscere il loro avversario, che uscirà dalla sfida tra Svezia e Lettonia. Domani sera si disputerà questo incontro dei quarti, mentre venerdì sono in programma le semifinali alle 16.40 e alle 21.10. Solo dopo queste partite si avrà la certezza della presenza o meno degli USA nella sfida per l’oro olimpico.
Per la nazionale americana si tratterebbe di un traguardo particolarmente significativo: l’oro olimpico nel hockey su ghiaccio manca infatti dalla storica edizione di Lake Placid 1980, passata alla storia come il Miracle on Ice, quando gli Stati Uniti sconfissero in semifinale i favoritissimi sovietici per poi battere la Finlandia nella finale. Le ultime due edizioni del torneo olimpico sono state vinte dal Canada.
Nuovi vertici tra le autorità per definire gli ultimi dettagli del piano di sicurezza sono in programma nelle prossime ore. Il definitivo semaforo verde o rosso alla visita presidenziale si avrà soltanto venerdì, quando si conoscerà la composizione della finale olimpica. Le autorità milanesi stanno comunque lavorando per farsi trovare pronte a quella che in poche ore è passata da pura ipotesi a eventualità concreta, dimostrando la capacità organizzativa già testata con successo durante le altre visite di alto livello dell’amministrazione statunitense.
