La perizia psichiatrica ha dato un responso definitivo: Chiara Petrolini era pienamente consapevole delle proprie azioni quando uccise e seppellì i suoi due bambini appena nati. Le dottoresse Marina Carla Verga e Laura Ghiringhelli, incaricate dalla Corte di assise di Parma, hanno escluso la presenza di disturbi mentali che potessero compromettere le sue capacità mentali al momento dei fatti.
Questo risultato rappresenta un passaggio fondamentale per il processo a carico della ventiquattrenne di Traversetolo, accusata di duplice omicidio premeditato e occultamento di cadavere. La giovane è inoltre risultata idonea a partecipare alle udienze e a difendersi in tribunale.
Nonostante il verdetto sulla sua lucidità mentale, le psichiatre hanno tracciato un ritratto complesso della ragazza. Secondo la loro analisi, Chiara presenta caratteristiche di immaturità e fragilità emotiva così marcate da richiedere un percorso di supporto psicologico simile a quello riservato ai minorenni. Questa valutazione potrebbe influenzare l’eventuale sentenza e il successivo programma di recupero.
La vicenda che ha sconvolto l’Italia riguarda due bambini partoriti dalla giovane e poi sepolti nel giardino della casa di famiglia. Il primo nacque il 12 maggio 2023, il secondo il 7 agosto 2024. Entrambi vennero uccisi subito dopo il parto e nascosti nella terra, senza che nessuno si accorgesse delle gravidanze.

Durante i colloqui con le perite, Chiara ha negato di essere affetta da disturbi mentali e ha espresso il desiderio di diventare insegnante. Ha attribuito i suoi gesti alla paura e alla debolezza, arrivando persino ad affermare che il secondo bambino lo desiderava davvero.
Le ricostruzioni investigative hanno stabilito che Chiara agì completamente da sola. Riuscì a nascondere le gravidanze a tutti: genitori, amici e fidanzato. I suoi genitori sono stati scagionati dall’inchiesta perché giudicati totalmente estranei ai fatti.
La Cassazione aveva già descritto la ragazza come una persona dotata di notevole capacità di simulazione e forte determinazione nel compiere i crimini, pur riconoscendo l’unicità degli eventi contestati.
Attualmente Petrolini è agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. Il Tribunale del Riesame ha disposto questa misura ritenendo che possa rappresentare un rischio per l’ambiente esterno, anche se ha escluso la possibilità che possa ripetere crimini simili. La Corte di assise di Parma dovrà ora esaminare le conclusioni della perizia insieme a tutte le altre prove raccolte durante le udienze per arrivare a una sentenza definitiva.



