La scena politica e quella musicale americana si sono fuse in un momento destinato a far discutere a lungo. Nicki Minaj, la regina indiscussa del rap, ha ufficialmente rotto ogni indugio dichiarando il suo pieno sostegno a Donald Trump e alla sua amministrazione. L’annuncio è avvenuto durante l’AmFest 2025, il grande raduno dell’organizzazione conservatrice Turning Point USA a Phoenix, in un clima carico di emozione e colpi di scena.
Accompagnata sul palco da Erika Kirk, che ha preso le redini del movimento dopo l’assassinio del marito Charlie Kirk, la rapper ha sorpreso tutti con un discorso appassionato. La Minaj ha descritto Trump non solo come un leader, ma come un simbolo di resilienza, sottolineando come le comuni radici nel Queens di New York abbiano forgiato in entrambi un carattere d’acciaio. “Mi ha mostrato che puoi rialzarti anche quando tutti pensano che tu sia finito”, ha dichiarato, lodando la capacità del Presidente di resistere a quelli che lei definisce attacchi mediatici costanti e bugie.
L’intervento ha toccato anche temi profondi come la fede e la libertà di culto. La cantante ha ringraziato l’amministrazione Trump per l’impegno contro la persecuzione dei cristiani in Nigeria, un tema che l’aveva già portata a parlare alle Nazioni Unite poche settimane prima. Con un linguaggio diretto che ha infiammato la folla, ha definito i militanti conservatori come i “ragazzi fighi” del momento, rivendicando con orgoglio la sua scelta di campo e invitando i giovani a non aver paura di cambiare idea.
Non è mancato un momento di imbarazzo, subito diventato virale: la Minaj ha definito il vicepresidente JD Vance un “assassino” (assassin), termine probabilmente usato nello slang hip-hop per indicare qualcuno di estremamente efficace o “micidiale” nel suo lavoro. Nonostante l’equivoco linguistico, vista la recente scomparsa del fondatore di TPUSA proprio per mano di un attentatore, Erika Kirk ha prontamente protetto l’artista, confermando la solidità del loro legame e la purezza delle sue intenzioni.
La svolta “MAGA” di Nicki Minaj rappresenta un terremoto culturale. Vedere una delle icone più influenti della musica globale schierarsi così apertamente con la destra americana segna il definitivo superamento di quel muro che, per anni, ha visto il mondo dell’hip-hop compatto su posizioni opposte.



