Maria Corina Machado, insignita del Premio Nobel per la Pace 2025, non parteciperà alla cerimonia ufficiale di consegna prevista per oggi pomeriggio a Oslo. La conferma è arrivata da Kristian Berg Harpviken, direttore dell’Istituto Nobel norvegese, che ha dichiarato all’emittente pubblica Nrk che la leader dell’opposizione venezuelana non si trova attualmente in Norvegia.
Al suo posto sarà la figlia, Ana Corina Sosa Machado, a ritirare il prestigioso riconoscimento durante la cerimonia nella capitale norvegese. Harpviken ha spiegato che sarà proprio Ana Corina a pronunciare il discorso scritto personalmente da sua madre Maria Corina per l’occasione.
La 58enne attivista per i diritti umani vive in clandestinità in Venezuela e la sua assenza alla cerimonia solleva interrogativi sulla sua situazione attuale. Lo stesso direttore dell’Istituto Nobel ha ammesso di non sapere dove si trovi esattamente la vincitrice del premio. Data la natura repressiva del regime del presidente venezuelano Nicolas Maduro, ha spiegato Harpviken, poche persone sono a conoscenza di dove si trovi e come si muova Machado.
Maria Corina Machado è stata deputata dell’Assemblea nazionale del Venezuela dal 2011 al 2014 e ha fondato il movimento politico Vente Venezuela, oltre all’associazione civile Súmate. È membro, insieme ad Antonio Ledezma e Diego Arria, della piattaforma cittadina “Io sono il Venezuela”.

Il Comitato norvegese per il Nobel le ha assegnato il premio per il suo instancabile lavoro nella promozione dei diritti democratici del popolo venezuelano e per la sua lotta per raggiungere una transizione giusta e pacifica dalla dittatura alla democrazia. Dopo l’annuncio dello scorso ottobre, Machado aveva raccontato di essere sotto shock per il riconoscimento.
Sui social aveva poi spiegato che questo immenso riconoscimento della lotta di tutti i venezuelani rappresenta uno stimolo per portare a termine il compito di raggiungere la democrazia. La leader dell’opposizione aveva anche lanciato un appello a Donald Trump, che aspirava allo stesso premio, dichiarando di contare sul presidente degli Stati Uniti, sul popolo americano, sull’America Latina e sulle nazioni democratiche come principali alleati per raggiungere libertà e democrazia. Trump l’aveva successivamente chiamata per congratularsi.
La cerimonia di oggi a Oslo rappresenta un momento simbolico importante, anche se l’assenza fisica della vincitrice sottolinea le condizioni in cui operano gli oppositori del regime venezuelano. Intanto, nella capitale norvegese si sono radunati alcuni manifestanti in protesta contro l’assegnazione di questo premio, che considerano un’interferenza internazionale nella politica interna del Venezuela.



