Close Menu
  • Ambiente
    • Animali
  • Attualità
  • Cultura
    • Misteri
    • Storia
  • Lifestyle
    • Bellezza
    • Cibo
    • Moda
    • Sesso
    • Viaggi
  • Salute
    • Scienza
  • Spettacolo
  • Sport
  • Web
CultWeb.it
  • Ambiente
    • Animali
  • Attualità
  • Cultura
    • Misteri
    • Storia
  • Lifestyle
    • Bellezza
    • Cibo
    • Moda
    • Sesso
    • Viaggi
  • Salute
    • Scienza
  • Spettacolo
  • Sport
  • Web
CultWeb.it
Home » Attualità » Perché negli USA l’ora legale arriva prima? La risposta passa (anche) da un sacchetto di caramelle

Perché negli USA l’ora legale arriva prima? La risposta passa (anche) da un sacchetto di caramelle

Negli Stati Uniti le lancette scattano avanti già a marzo, tre settimane prima dell'Europa. Ecco la legge del 2005 che ha cambiato tutto.
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino7 Marzo 2026
Facebook WhatsApp Twitter Telegram
Orologio con bandiera americana
Orologio con bandiera americana

Negli Stati Uniti le lancette si spostano avanti di un’ora nella notte tra sabato 7 e domenica 8 marzo 2026. In Italia e nel resto dell’Unione europea, invece, si aspetta fino al 28 marzo. Tre settimane di differenza che non sono casuali: dietro c’è una precisa scelta legislativa, con radici energetiche e, secondo alcuni, anche economiche.

L’Europa segue la direttiva 2000/84/CE del Parlamento europeo, che fissa l’inizio dell’ora legale all’ultima domenica di marzo per tutti i Paesi membri, indipendentemente dal fuso orario. Una regola uniforme, adottata per semplificare i rapporti commerciali e ridurre la confusione nei trasporti.

Gli Stati Uniti seguono invece un percorso proprio. La prima legge nazionale sull’ora legale fu l’Uniform Time Act del 1966, nata per mettere ordine in un sistema caotico: fino ad allora, ogni Stato decideva autonomamente se e quando spostare le lancette, causando problemi seri a ferrovie, compagnie aeree e broadcaster televisivi. Con quell’atto, il cambio fu fissato dalla prima domenica di aprile all’ultima domenica di ottobre — date relativamente simili a quelle europee.

Il cambiamento decisivo arrivò con l’Energy Policy Act del 2005, firmato dal presidente George W. Bush l’8 agosto di quell’anno. La legge modificò l’Uniform Time Act spostando l’inizio dell’ora legale alla seconda domenica di marzo e posticipandone la fine alla prima domenica di novembre. Le nuove regole entrarono in vigore dal 2007.

La motivazione ufficiale fu il risparmio energetico: allungare le giornate luminose avrebbe ridotto il ricorso all’illuminazione artificiale nelle ore serali. In pratica, gli americani si ritrovano con circa otto mesi di ora legale all’anno, quasi due terzi dell’anno.

Un orologio da parete illuminato dal sole
Un orologio da parete illuminato dal sole (fonte: Unsplash)

L’efficacia reale di questa misura è però discussa. Il Congressional Research Service degli Stati Uniti ha rilevato che i risparmi energetici effettivi sono scarsi o difficilmente misurabili, anche perché le giornate più lunghe aumentano l’uso dell’aria condizionata nelle abitazioni e negli uffici.

C’è anche un’altra lettura, meno ufficiale ma documentata dagli storici. L’estensione dell’ora legale ha sempre avuto sostenitori entusiasti nel settore del tempo libero: produttori di attrezzature sportive, catene di barbecue, parchi e strutture ricreative traggono vantaggio diretto da tramonti più tardivi. Più luce la sera significa più persone fuori casa, più consumi.

Un caso diventato quasi leggendario riguarda i produttori di caramelle americani, che fecero pressioni sul Congresso per ottenere un’ora di luce in più a fine ottobre, così da garantire più tempo per il tradizionale “dolcetto o scherzetto” di Halloween.

Non tutti gli Stati americani si adeguano. Hawaii e la maggior parte dell’Arizona non adottano l’ora legale, rimanendo sull’ora solare tutto l’anno. La motivazione è geografica e climatica: a latitudini più basse, la variazione della luce tra estate e inverno è meno marcata e il vantaggio dello spostamento delle lancette è minimo.

Il Canada, invece, si è allineato alle regole statunitensi dalla fine degli anni Settanta e ha recepito anche la riforma del 2007, salvo la provincia del Saskatchewan, che mantiene un orario fisso tutto l’anno.

Il dibattito sull’abolizione del cambio dell’ora è aperto da anni. Almeno 19 Stati americani hanno approvato leggi per adottare l’ora legale in modo permanente, ma senza l’approvazione del Congresso federale non possono entrare in vigore. A livello europeo, l’Unione europea ha votato nel 2019 per eliminare il cambio stagionale, ma la misura non è ancora stata attuata per mancanza di accordo tra i Paesi membri.

Nel frattempo, ogni seconda domenica di marzo, mentre in Italia si dorme ancora con l’ora solare, negli Stati Uniti, e in Canada, un’ora di sonno sparisce nel nulla.

Condividi. Facebook WhatsApp Twitter Telegram Email

Potrebbero interessarti anche

A Milano un tram ti riporta nel 1990: due giorni dentro Beverly Hills 90210

25 Aprile 2026

Usa contro Spagna: “Sospensione dalla Nato” per chi non aiuta nella guerra all’Iran

24 Aprile 2026

Il regista di Leaving Neverland sciocca tutti: “Michael Jackson peggio di Epstein”

24 Aprile 2026
Facebook X (Twitter) Instagram
  • Home
  • Chi siamo
  • Staff e redazione
  • Contatti
  • Disclaimer
  • Cookie Policy
  • Privacy Policy
© 2026 CultWeb.it proprietà di Digital Dreams s.r.l. - Partita IVA: 11885930963 - Sede legale: Via Alberico Albricci 8, 20122 Milano Italy - [email protected] | Foto Credits: DepositPhotos

Questo blog non è una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07.03.2001

Digita qui sopra e premi Enter per cercare. Premi Esc per annullare.