Ci sono interviste che chiariscono, altre che riparano. E poi ci sono quelle che cambiano tutto. Quella concessa dal principe Andrea alla BBC il 16 novembre 2019 appartiene senza dubbio all’ultima categoria. Cinquantotto minuti andati in onda a Newsnight che hanno segnato la fine della sua carriera pubblica.
Oggi, dopo l’arresto di Andrea Mountbatten-Windsor, quella vicenda, diventata un film Netflix, Scoop, assume un significato più profondo. Tutto ruotava sull’amicizia tra il terzogenito della regina Elisabetta II, e la sua controversa amicizia con Jeffrey Epstein, arrestato nel luglio 2019 con accuse di abusi sessuali e traffico internazionale di minorenni e morto suicida in carcere poche settimane dopo.
Durante l’intervista con la giornalista Emily Maitlis, Andrea tenta di negare qualsiasi coinvolgimento nelle attività di Epstein e respinse le accuse di Virginia Roberts Giuffre, che sosteneva di aver avuto tre incontri sessuali con lui nel 2001, quando era minorenne. Il principe dichiara di non averla mai incontrata, nonostante fotografie ampiamente diffuse lo ritraessero accanto alla giovane, con un braccio attorno alla sua vita.
Il nome di Andrea, insomma, era legato a quello di Epstein da anni, ma era l’estate del 2019 ad aver trasformato quella connessione in un caso internazionale.
L’intervista era stata progettata dallo staff del principe come un’operazione di controllo dei danni. La giornalista Emily Maitlis, una delle voci più autorevoli del giornalismo investigativo britannico, era stata scelta come interlocutrice dopo quasi un anno di trattative condotte da Sam McAlister, booker di Newsnight, che aveva lavorato instancabilmente per ottenere il via libera. Secondo quanto riportato dalla stessa Maitlis, il sì definitivo arrivò soltanto quarantotto ore prima della messa in onda.
Nel corso della conversazione, Andrea respinse le accuse di Virginia Roberts Giuffre, la quale sosteneva di aver avuto tre incontri sessuali con lui nel 2001, quando era appena diciassettenne. Il principe dichiarò di non averla mai incontrata, descrivendo la fotografia che lo immortalava accanto a lei, con Ghislaine Maxwell sullo sfondo, come un documento di cui non aveva alcun ricordo e di cui non escludeva una possibile manipolazione digitale.
Un’affermazione che avrebbe poi assunto una valenza ancora più dirompente: nel 2025, i file Epstein resi pubblici hanno incluso una lettera del 2015 firmata da Maxwell in persona, nella quale si confermava esplicitamente l’incontro tra Giuffre e Andrea, precisando persino che la foto era stata scattata su richiesta della stessa giovane, come ricordo da mostrare alla famiglia.
Ma non fu solo la questione fotografica a scuotere l’opinione pubblica. Alcune dichiarazioni durante l’intervista divennero immediatamente virali per la loro singolarità. Andrea sostenne, ad esempio, di non poter sudare a causa di una condizione medica derivante da un eccesso di adrenalina subìto durante la guerra delle Falkland, circostanza che, a suo dire, smentiva la testimonianza di Giuffre, la quale ricordava un uomo che sudava copiosamente quella sera. Affermò inoltre di trovarsi, il giorno in questione, in una pizzeria di Woking, il Pizza Express, dettaglio entrato nell’immaginario collettivo britannico come emblema dell’improbabilità di certe difese.
Paradossalmente, al termine delle riprese Andrea sembrava convinto di aver gestito bene la situazione. Accompagnò la troupe in un tour di Buckingham Palace, mostrando i ritratti di famiglia, parlando con entusiasmo di antenati reali. Disse che era andato tutto bene. Fu soltanto il giorno seguente, davanti alle prime pagine dei giornali, che la realtà cominciò a presentarsi in tutta la sua durezza. L’intervista venne definita un disastro automobilistico e una crisi di immagine senza precedenti per la monarchia dai tempi della morte di Diana. Emily Maitlis vinse il premio come Presenter dell’Anno ai RTS Television Journalism Awards del 2020, e l’intervista fu premiata sia come Interview of the Year sia come Scoop of the Year.
Nel giro di pochi giorni Andrea annunciò il ritiro da tutti gli incarichi ufficiali della Corona. Nel 2022, per evitare un processo civile, raggiunse un accordo extragiudiziale con Giuffre, un’intesa che comportò anche la revoca dei titoli reali e dei gradi militari. Nel 2025, alla luce di nuove rivelazioni emerse dai file Epstein, tra cui un’email del 2011 in cui Andrea scriveva al finanziere “siamo in questo insieme e dovremo farcela”, re Carlo III ha avviato formalmente la procedura per la revoca di tutti i titoli nobiliari, compreso quello di duca di York e il titolo di principe. Virginia Giuffre non è riuscita a vedere questa ultima fase della vicenda: è morta nell’aprile del 2025.
