Il livello di sicurezza per i vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani è stato innalzato. L’aumento delle misure di protezione è scattato ieri ed è legato, secondo quanto riferito, a un “brutto clima” politico, sia interno che internazionale. L’omicidio dell’influencer Charlie Kirk, vicino all’ex presidente americano Donald Trump, sembra aver giocato un ruolo chiave in questa decisione. I messaggi di giubilo apparsi sui social network dopo la morte di Kirk, alcuni dei quali contenevano riferimenti minacciosi verso esponenti del governo italiano, hanno contribuito ad aumentare il livello di allerta.
Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha dichiarato: “Il clima non è certo dei migliori e invito tutti ad abbassare i toni“. Sebbene inizialmente si parlasse anche di un aumento della protezione per la premier Giorgia Meloni, è stato successivamente chiarito che la sua sicurezza è già al massimo livello.
Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, la figura che si occupa di emanare le direttive riguardanti la protezione degli individui nelle specifiche situazioni individuate della legge 133/2002, aveva già disposto un riesame delle misure di sicurezza la settimana scorsa, a seguito di un’analisi del clima politico e delle potenziali minacce. La Prefettura di Roma, dopo un’attenta valutazione, ha deciso di implementare le misure di protezione per Salvini e Tajani. Cosa vuol dire in concreto? Questo livello “eccezionale” di sicurezza, ovvero il livello I, prevede l’utilizzo di due o tre auto blindate con tre agenti a bordo di ciascuna vettura.
Il II livello prevede 2 auto blindate con 3 agenti ciascuna, il III livello, un’auto blindata con 2 agenti, infine, il IV livello, un’auto non blindata con 2 agenti. Sia Salvini che Tajani, dall’inizio della legislatura, avevano optato per un livello di scorta inferiore, ritenuto ora insufficiente dagli apparati di sicurezza.

L’innalzamento delle scorte non è legato solo all’omicidio di Kirk e alle conseguenti minacce. Il clima politico interno, definito “teso” da diverse fonti, e le tensioni internazionali contribuiscono a un contesto di maggiore rischio per gli esponenti del governo. Messaggi minatori apparsi online, come quello pubblicato da movimenti studenteschi comunisti con la foto di Kirk a testa in giù, sono al vaglio dell’Antiterrorismo.
Il timore di emulazione è un altro fattore che ha spinto le autorità a rafforzare le misure di sicurezza. Come sottolineato da Piantedosi, “non tutti sono in grado di raccogliere nel modo giusto certi messaggi e, quindi, qualcuno poi può in qualche modo fraintendere“.
La situazione è monitorata con attenzione dalle forze dell’ordine, che valutano caso per caso le potenziali minacce, in particolare a Roma e Milano. L’obiettivo è garantire la sicurezza degli esponenti del governo in un contesto politico e sociale complesso.



