Il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, ha lanciato una sfida ambiziosa: rendere il Tevere balneabile entro cinque anni. Ispirandosi al recente successo di Parigi con la Senna, Gualtieri immagina un futuro in cui i romani potranno tornare a nuotare nelle acque del fiume, un’attività vietata da decenni a causa dell’inquinamento. Ma la promessa del sindaco è stata accolta con scetticismo da esperti e media.
L’annuncio è arrivato durante una visita all’Expo di Osaka, in Giappone. Gualtieri ha affermato che un gruppo di lavoro sta studiando la fattibilità del progetto, dichiarandosi fiducioso sulla sua realizzazione entro il termine previsto.

Tuttavia, la storia del Tevere e i dati sull’inquinamento attuale gettano un’ombra di dubbio sull’ottimismo del sindaco. Fino agli anni ’60, i romani si bagnavano regolarmente nel fiume, ma l’aumento dell’inquinamento ha portato al divieto. Oggi, chi osa sfidare le restrizioni rischia multe salate, fatta eccezione per la tradizionale immersione di Capodanno dal Ponte Cavour.
Gualtieri sostiene che l’operazione romana sarebbe meno costosa dei 1,4 miliardi di euro spesi per la Senna, poiché i livelli di inquinamento del Tevere sono inferiori. Ma i dati raccolti da diversi studi scientifici mostrano una realtà complessa. Uno studio della missione Tara Microplastics ha rilevato una media di tre particelle di microplastica per metro cubo d’acqua nel Tevere, un dato preoccupante seppur inferiore a quello registrato nel Gange.
Inoltre, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) ha evidenziato come il Tevere sia il fiume italiano che riversa più rifiuti plastici in mare, con alte concentrazioni di ammoniaca e batteri fecali. Questi dati sollevano seri interrogativi sui rischi per la salute legati alla balneazione nel fiume.
Alessandro Miani, presidente della Società Italiana di Medicina Ambientale, inoltre ha sottolineato i pericoli di infezioni gastrointestinali, cutanee e oculari derivanti dal contatto con l’acqua contaminata del Tevere. Anche l’esperienza di Parigi, dove le gare di nuoto delle Olimpiadi 2024 sono state rimandate a causa degli alti livelli di Escherichia coli, dimostra la complessità di questi progetti di risanamento.
La sfida del sindaco Gualtieri, dunque, è ambiziosa, ma la strada per un Tevere balneabile appare lunga e irta di ostacoli. Resta da vedere se la visione di un fiume restituito ai cittadini diventerà realtà o resterà un’utopia.



