E4 è il gruppo che riunisce i quattro Paesi europei considerati i più influenti in questo momento: Italia, Francia, Germania e il Regno Unito. Nelle scorse ore, Giorgia Meloni, Emmanuel Macron, Friedrich Merz e Keir Starmer si sono collegati in videochiamata. Il contesto è quello della guerra in Iran, scatenata dagli attacchi congiunti di Stati Uniti e Israele contro Teheran e dalle successive risposte di Teheran. Un conflitto che preoccupa l’Europa per ragioni concrete: le conseguenze sul prezzo del carburante, la sicurezza dei cittadini europei residenti nell’area del Golfo, la protezione di infrastrutture militari come la base britannica sull’isola di Cipro. I quattro leader hanno concordato di lavorare insieme su “diplomazia e coordinamento militare”.

E4: i punti chiave in sintesi
- Chi ne fa parte: Italia, Francia, Germania, Regno Unito.
- Quando è nata: il formato è stato promosso da Meloni e si è riunito ufficialmente il 6 marzo 2026.
- Cosa fa: condivide informazioni, valuta le richieste di supporto dai Paesi del Golfo e coordina le risposte diplomatiche e militari.
- Perché fuori dall’UE a 27: raggiungere un accordo tra tutti gli Stati membri richiede tempi molto lunghi; l’E4 opera in modo più snello.
La logica del formato risponde a due esigenze precise. La prima: costruire un canale europeo autonomo, capace di analizzare la situazione senza aspettare che sia Washington a dettare i tempi. La seconda: aggirare la lentezza strutturale della macchina decisionale dell’Unione europea, che per trovare una posizione comune deve mettere d’accordo tutti i 27 Paesi membri, un processo che, nelle crisi acute, spesso arriva tardi.
Va detto che il termine “E4” non è univoco nel vocabolario diplomatico europeo. Prima della guerra in Iran, lo stesso acronimo era già stato usato informalmente per indicare un quartetto composto da Merz, Macron, Starmer e il premier polacco Donald Tusk, un gruppo orientato soprattutto alla crisi ucraina.



