Donald Trump ha una nuova ossessione e riguarda le scarpe. Secondo quanto rivelato dal Wall Street Journal, il presidente degli Stati Uniti distribuisce con entusiasmo le sue calzature preferite, le Florsheim Rucci Cap Toe Oxford in pelle, dal prezzo di circa 145 dollari, a chiunque si trovi con lui nello Studio Ovale: ministri, consiglieri, senatori, ospiti VIP. Il risultato? Quasi tutti i collaboratori le indossano, chi per convinzione e chi, apertamente, per timore di fare un torto al presidente.
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Come funziona il rituale? Il meccanismo si ripete con una certa regolarità. Trump, nel bel mezzo di una riunione di gabinetto o di un incontro informale, cambia improvvisamente argomento per parlare delle sue “incredibili” scarpe nuove. A quel punto, non di rado, chiede agli ospiti di indovinare la propria taglia. Poi convoca un assistente, ordina il paio giusto e, una settimana dopo, una scatola marrone con il logo Florsheim arriva alla Casa Bianca. Trump firma spesso la confezione di persona o allega un biglietto di ringraziamento scritto a mano.
Tra i destinatari illustri figurano il vicepresidente J.D. Vance e il segretario di Stato Marco Rubio, ognuno dei quali ha ricevuto addirittura quattro paia. A loro, in occasione di una riunione nel dicembre 2025, Trump aveva detto senza troppi giri di parole: “Marco, J.D., avete delle scarpe orribili.” Poco dopo, era arrivato il catalogo Florsheim con la richiesta delle taglie. Anche il segretario ai Trasporti Sean Duffy, quello alla Difesa Pete Hegseth, il segretario al Commercio Howard Lutnick e il conduttore di Fox News Sean Hannity sono tra i beneficiari di questo curioso dono presidenziale.
Non tutti hanno accolto il regalo con lo stesso entusiasmo. Almeno un segretario di gabinetto, stando ai retroscena raccontati dal Wall Street Journal, si è lamentato di dover mettere da parte le sue Louis Vuitton per indossare le Florsheim. D’altra parte, come ha confessato una funzionaria della Casa Bianca, “è esilarante perché tutti hanno paura di non metterle.”
Le Florsheim Rucci Cap Toe Oxford sono scarpe da uomo eleganti, con allacciatura chiusa e una caratteristica striscia di cuoio cucita sul puntale — il cosiddetto “cap” — che conferisce un aspetto formale e rifinito. La suola è robusta, il rivestimento interno morbido, e la soletta è imbottita e rimovibile per garantire comfort anche dopo ore di utilizzo. Disponibili in nero e in varie tonalità di marrone, compreso un elegante “cognac”, si prestano indifferentemente a cerimonie, riunioni di lavoro o serate formali.
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Florsheim non è un marchio qualsiasi. È stata fondata nel 1892 a Chicago da un immigrato tedesco, il calzolaio Sigmund Florsheim, insieme al figlio Milton. Nel corso del Novecento è diventata un punto di riferimento della moda americana, arrivando a fornire le calzature ai soldati statunitensi durante entrambe le guerre mondiali. Tra i suoi estimatori più famosi si annoverano il presidente Harry Truman e Michael Jackson, che indossava un paio di Florsheim Imperial “Como” durante la storica performance del moonwalk agli MTV Video Music Awards del 1983, le stesse scarpe che sembrarono sfidare la gravità sul palco del Motown 25.
Oggi il marchio appartiene al Weyco Group, con sede nel Wisconsin, e i suoi modelli sono apprezzati per il rapporto qualità-prezzo. A 145 dollari, le Cap Toe Oxford si collocano ben al di sotto delle alternative di lusso presenti sul mercato, un dettaglio che, per un presidente da sempre affascinato dalla narrativa del “buon affare”, non è certo secondario.
Al di là della curiosità, l’episodio rivela qualcosa di più profondo sulla cultura della Casa Bianca. Un oggetto apparentemente banale come un paio di scarpe può diventare un segnale di inclusione, un marcatore di fedeltà o, semplicemente, un modo per rompere il ghiaccio. Il CEO di Florsheim, Thomas Florsheim Jr., contattato dal Wall Street Journal, ha dichiarato di essere all’oscuro delle preferenze presidenziali e ha preferito non commentare. Il sito del marchio, nel frattempo, segnala ancora disponibilità completa di taglie: l’effetto Trump, almeno per ora, non ha ancora svuotato il magazzino.
