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Home » Attualità » Un boato nella notte e il celebre Arco dell’Amore dei Faraglioni di Sant’Andrea in Salento è crollato in mare

Un boato nella notte e il celebre Arco dell’Amore dei Faraglioni di Sant’Andrea in Salento è crollato in mare

L'Arco degli Innamorati di Sant'Andrea si è sbriciolato durante il maltempo di San Valentino. Un simbolo del Salento perduto per sempre.
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino15 Febbraio 2026Aggiornato:15 Febbraio 2026
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Salento Torre Sant'Andrea Melendugno
Salento Torre Sant'Andrea Melendugno (foto di Michela Cupisti - opera propria, CC BY-SA 4.0, Wikimedia Commons)

Nella notte tra sabato 14 e domenica 15 febbraio, proprio durante San Valentino, uno dei luoghi più iconici della costa pugliese ha ceduto definitivamente: l’Arco dell’Amore di Sant’Andrea, nella marina di Melendugno (provincia di Lecce), si è completamente sbriciolato in mare.

Quello che fino a poche ore prima era una delle formazioni rocciose più fotografate d’Italia, una cornice naturale di pietra bianca che incorniciava le acque turchesi dell’Adriatico, oggi è solo un ricordo nelle gallerie fotografiche degli smartphone e nelle cartoline del passato.

 

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Il ciclone Oriana, che ha colpito duramente il Sud Italia, ha dato il colpo finale a questa struttura geologica già considerata fragile. Le violente mareggiate, combinate con piogge intense e raffiche di vento, hanno fatto crollare quella che tecnicamente era una falesia: uno sperone di roccia collegato alla costa da un ponte naturale scavato dal mare nei secoli.

I residenti della zona raccontano di aver sentito un forte boato durante la notte, ma solo all’alba si sono resi conto di cosa fosse successo. Quando i primi passanti si sono affacciati verso il mare, hanno scoperto che il celebre profilo dell’arco era completamente scomparso.

L’arco era diventato così famoso che persino la compagnia telefonica Wind lo aveva scelto come location per uno dei suoi primi spot pubblicitari. Per migliaia di turisti e coppie di innamorati provenienti da tutto il mondo, quella formazione rocciosa rappresentava una tappa obbligata, il luogo perfetto per scattare foto all’alba o scambiarsi promesse d’amore.

Il sindaco di Melendugno, Maurizio Cisternino, ha espresso tutto lo sgomento della comunità locale con parole che rivelano il dolore di una perdita identitaria: “È un colpo al cuore durissimo. Sparisce uno dei tratti turistici più famosi della nostra costa e dell’Italia intera”.

Il primo cittadino ha parlato anche di un “regalo di San Valentino non voluto”, sottolineando come la natura abbia ripreso ciò che aveva dato. Le sue parole rivelano la consapevolezza che, di fronte alla forza degli elementi naturali, non c’è molto da fare: “La natura fa il suo corso e a volte quello che dà poi riprende”.

Questo crollo non è un caso isolato. Si tratta dell’ennesimo cedimento che colpisce la marina di Melendugno, sempre più minacciata dall’erosione costiera. Questo è il danno più importante causato dall’erosione al paesaggio del Salento registrato negli ultimi anni.

Il sindaco ha sottolineato la necessità di un progetto organico per mettere in sicurezza tutta la costa, evidenziando come il paesaggio salentino stia cambiando rapidamente. Anche altri tratti costieri sullo Ionio, da Ugento a Gallipoli, hanno subito danni importanti durante la stessa ondata di maltempo.

Nonostante fosse un luogo monitorato proprio per la sua pericolosità geologica, l’arco continuava ad attirare visitatori da ogni parte del mondo.

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