Close Menu
  • Ambiente
    • Animali
  • Attualità
  • Cultura
    • Misteri
    • Storia
  • Lifestyle
    • Bellezza
    • Cibo
    • Moda
    • Sesso
    • Viaggi
  • Salute
    • Scienza
  • Spettacolo
  • Sport
  • Web
CultWeb.it
  • Ambiente
    • Animali
  • Attualità
  • Cultura
    • Misteri
    • Storia
  • Lifestyle
    • Bellezza
    • Cibo
    • Moda
    • Sesso
    • Viaggi
  • Salute
    • Scienza
  • Spettacolo
  • Sport
  • Web
CultWeb.it
Home » Attualità » Un busto dimenticato, una chiesa romana e una domanda che divide gli esperti: è davvero di Michelangelo?

Un busto dimenticato, una chiesa romana e una domanda che divide gli esperti: è davvero di Michelangelo?

Un busto del Cristo Salvatore in una basilica romana potrebbe essere di Michelangelo: Valentina Salerno lo sostiene con dieci anni di ricerche documentali.
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino7 Marzo 2026
Facebook WhatsApp Twitter Telegram
Il busto attribuito a Michelangelo
Il busto attribuito a Michelangelo (YouTube/Tg1)

Nella Basilica di Sant’Agnese fuori le mura, lungo via Nomentana a Roma, è conservato da secoli un busto in marmo del Cristo Salvatore. Per i registri ufficiali del Ministero della Cultura, si tratta di un’opera anonima della scuola romana del XVI secolo. Dal 4 marzo 2025, però, quell’anonimato è in discussione: secondo la ricercatrice indipendente Valentina Salerno, quel busto potrebbe essere stato scolpito da Michelangelo Buonarroti.

La tesi è stata presentata in una conferenza stampa tenuta insieme all’Ordine dei Canonici Regolari Lateranensi, che gestisce il complesso monumentale. Non si tratta di una suggestione o di un’intuizione improvvisa: Salerno ha lavorato per oltre dieci anni su fonti primarie custodite in archivi di chiese, enti statali e confraternite romane.

La documentazione raccolta comprende testamenti, carteggi, diari storici e di viaggio, inventari notarili e atti confraternali che coprono un arco temporale dal 1564, anno della morte di Michelangelo, fino ai giorni nostri. Secondo questa ricostruzione, il busto ritrarrebbe Tomaso De’ Cavalieriis in giovane età, intorno al 1534. De’ Cavalieriis era un notabile romano di grande rilievo politico ed era legato a Michelangelo da un’amicizia documentata.

A supporto dell’attribuzione, Salerno ha individuato una corrispondenza stilistica tra i tratti del volto scolpito e la cosiddetta Testa divina, un ritratto dipinto da Michelangelo stesso e oggi conservato all’Ashmolean Museum di Oxford.

“Ho fornito e continuerò a fornire una serie di prove documentali. Ci saranno esperti del settore che condurranno le proprie indagini“

Uno degli elementi più insoliti della ricostruzione riguarda la sorte dell’opera dopo la morte dell’artista. Stando ai documenti analizzati da Salerno, Michelangelo aveva pianificato di lasciare i propri beni artistici ai confratelli della Compagnia del Santissimo Sacramento, alla quale apparteneva anche De’ Cavalieriis come priore. Dopo la morte del maestro, nel febbraio 1564, i beni sarebbero stati custoditi a San Pietro in Vincoli, in uno spazio segreto accessibile solo attraverso tre chiavi diverse detenute da tre persone distinte.

Alla morte di De’ Cavalieriis, nel 1584, il busto sarebbe riemerso dal nascondiglio. Fu poi il cardinale Alessandro Medici, diventato papa Leone XI, a trasferirlo nel suo studiolo all’interno della Basilica di Sant’Agnese, dove si trova tuttora.

La notizia ha fatto rapidamente il giro del mondo, complice anche il contesto: il 2025 ha segnato i 550 anni dalla nascita di Michelangelo, e l’anniversario ha riportato l’attenzione sull’artista a livello globale. La ricerca di Salerno è stata pubblicata su Academia.edu, una piattaforma di condivisione accademica che tuttavia non prevede un processo di revisione tra pari.

L’agenzia Associated Press ha interpellato alcuni tra i maggiori esperti mondiali di Michelangelo. La maggioranza ha scelto di non commentare. Il professor William Wallace, storico dell’arte alla Washington University di St. Louis, ha riconosciuto la solidità dell’approccio documentale, ma non condivide la conclusione sull’esistenza di un grande tesoro nascosto di opere michelangelesche: negli ultimi anni della vita, sostiene Wallace, Michelangelo era impegnato principalmente in sei cantieri architettonici a Roma e produceva disegni tecnici, non opere finite da conservare.

I Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale hanno confermato di aver preso in carico la protezione della statua, ma non si sono espressi sull’autenticità. Il Ministero della Cultura era stato invitato alla conferenza stampa del 4 marzo e non ha partecipato.

Per il momento, il Cristo Salvatore resta ufficialmente catalogato come opera di autore anonimo. Affinché l’attribuzione a Michelangelo possa essere riconosciuta, sarà necessario avviare analisi scientifiche approfondite, materiali, stilistiche e storiche, e sottoporre i documenti a un processo di revisione accademica formale. Salerno ha dichiarato di essere pronta a continuare le ricerche e ad aprire il confronto con la comunità degli esperti.

Nel frattempo, un cartello plastificato è comparso accanto alla scultura nella basilica. Recita: “Allarme inserito”.

 

 

Condividi. Facebook WhatsApp Twitter Telegram Email

Potrebbero interessarti anche

Il principe George con la madre Kate e la sorella

Il principe George senza smartphone a 13 anni: la scelta di William e Kate fa discutere

10 Aprile 2026
Gli astronauti di Artemis II

Artemis II, la playlist degli astronauti: le canzoni per svegliarsi a 406.000 km dalla Terra

10 Aprile 2026
Fedez e Giulia Honegger all'ultimo Sanremo

Fedez presto papà per la terza volta: Giulia Honegger è incinta, l’annuncio su Instagram

10 Aprile 2026
Facebook X (Twitter) Instagram
  • Home
  • Chi siamo
  • Staff e redazione
  • Contatti
  • Disclaimer
  • Cookie Policy
  • Privacy Policy
© 2026 CultWeb.it proprietà di Digital Dreams s.r.l. - Partita IVA: 11885930963 - Sede legale: Via Alberico Albricci 8, 20122 Milano Italy - [email protected] | Foto Credits: DepositPhotos

Questo blog non è una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07.03.2001

Digita qui sopra e premi Enter per cercare. Premi Esc per annullare.