Il Dantedì è la giornata nazionale dedicata a Dante Alighieri, celebrata ogni anno il 25 marzo. Istituita nel 2020 dal Consiglio dei Ministri su proposta del Ministero della Cultura, la ricorrenza è un omaggio al Sommo Poeta, autore della Divina Commedia e figura centrale nella storia della letteratura italiana. La scelta della data non è casuale. Secondo gli studiosi, il 25 marzo del 1300 sarebbe la notte in cui Dante si smarrisce nella selva oscura descritta nel primo canto dell’Inferno, il momento da cui prende avvio l’intero viaggio nell’aldilà della Divina Commedia.
La base normativa del Dantedì è la Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 17 gennaio 2020, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale, con il titolo ufficiale “Indizione della Giornata nazionale dedicata a Dante Alighieri, denominata Dantedì”.

Durante il Dantedì, infatti, in tutta Italia e anche all’estero, si svolgono numerose iniziative dedicate alla figura di Dante Alighieri. Con letture pubbliche di passi della Divina Commedia, conferenze e dibattiti su Dante, eventi digitali, con la partecipazione di istituzioni e università che promuovono contenuti multimediali su Dante. E, dulcis in fundo, visite guidate nei luoghi legati alla vita di Dante, come Firenze, Verona e Ravenna (dove il poeta è sepolto).
Dante Alighieri è l’uomo che ha inventato l’italiano. Prima della Divina Commedia, ogni città della penisola parlava un dialetto diverso, e nessuno di essi aveva lo stesso prestigio del latino. Dante scelse di scrivere il suo capolavoro in volgare fiorentino, e quella scelta cambiò la storia di una lingua intera. Senza di lui, probabilmente, non esisterebbe l’italiano che si parla oggi.
Il tema conduttore del Dantedì 2026 è l’XI Canto del Paradiso, dedicato a San Francesco, nell’anno dell’ottavo centenario della sua morte, un ulteriore filo che unisce due figure fondamentali della cultura medievale italiana. Un pretesto, ma anche una bussola: per ricordare che leggere Dante non è un esercizio scolastico, ma un modo di capire meglio da dove viene questo Paese.
Dante Alighieri è considerato il padre della lingua italiana. La sua Divina Commedia non solo ha influenzato la letteratura mondiale, ma ha anche contribuito alla formazione dell’identità culturale italiana. Il suo uso del volgare fiorentino come lingua letteraria ha gettato le basi per l’italiano moderno.



