Close Menu
  • Ambiente
    • Animali
  • Attualità
  • Cultura
    • Misteri
    • Storia
  • Lifestyle
    • Bellezza
    • Cibo
    • Moda
    • Sesso
    • Viaggi
  • Salute
    • Scienza
  • Spettacolo
  • Sport
  • Web
CultWeb.it
  • Ambiente
    • Animali
  • Attualità
  • Cultura
    • Misteri
    • Storia
  • Lifestyle
    • Bellezza
    • Cibo
    • Moda
    • Sesso
    • Viaggi
  • Salute
    • Scienza
  • Spettacolo
  • Sport
  • Web
CultWeb.it
Home » Cultura » Storia » Voyeurismo e sangue blu: il delitto Casati Stampa ha ispirato il film di De Sica. Cosa accadde in via Puccini?

Voyeurismo e sangue blu: il delitto Casati Stampa ha ispirato il film di De Sica. Cosa accadde in via Puccini?

Agosto 1970, mese del delitto Casati Stampa, la tragedia di via Puccini che svelò molti torbidi segreti della Roma bene che oggi è un film.
Gabriella DabbeneDi Gabriella Dabbene19 Marzo 2026
Facebook WhatsApp Twitter Telegram
La coppia Casati Stampa
La coppia Casati Stampa (Pubblico dominio, Wikimedia Commons)

Esce oggi nelle sale italiane “Gli occhi degli altri”, l’atteso film di Andrea De Sica che riporta sotto i riflettori uno dei casi di cronaca nera più torbidi e affascinanti del dopoguerra. La pellicola trae ispirazione diretta dalla tragica parabola dei marchesi Casati Stampa, una storia dove il potere, la nobiltà e l’ossessione si fusero in un mix esplosivo, culminato in un triplice omicidio che cambiò per sempre l’immaginario collettivo del Paese. Ma cosa accadde davvero in quel lussuoso attico romano nell’estate del 1970? Tra diari segreti, migliaia di scatti proibiti e un’eredità che intreccia persino la scalata di Silvio Berlusconi, ecco la ricostruzione integrale di un dramma che, a distanza di oltre cinquant’anni, non smette di inquietare.

Il 30 agosto 1970, un appartamento di via Giacomo Puccini 9 a Roma divenne teatro di una tragedia che scosse l’Italia: il delitto Casati Stampa. Il marchese Camillo Casati Stampa di Soncino, nobile milanese, uccise la moglie Anna Fallarino e il suo amante Massimo Minorenti, per poi togliersi la vita. Le indagini svelarono un intreccio di voyeurismo, gelosia e segreti scabrosi, alimentando scandali e pettegolezzi.

Camillo Casati Stampa, nato nel 1927, discendeva da una delle più antiche famiglie nobili milanesi. Ricco, eccentrico e cacciatore appassionato, incontrò Anna Fallarino nel 1958 a Cannes. Lei, classe 1929, veniva da un’infanzia difficile a Benevento, segnata dall’abbandono della madre e da un abuso subito a 12 anni. Dopo una breve carriera cinematografica, con una comparsata in Totò Tarzan, Anna si immerse nel jet set romano, sposando prima il ricco ingegnere Giuseppe Drommi e poi, dopo un annullamento alla Sacra Rota, Camillo nel 1959. Il loro matrimonio non era però affatto convenzionale: sin dalla prima notte di nozze Camillo non fece mistero del suo triolismo, spingendola a rapporti con giovani uomini da lui scelti e pagati, mentre egli osservava e fotografava, annotando tutto in un diario verde.

La dinamica funzionò fino all’arrivo di Massimo Minorenti, studente fuori corso di scienze politiche, noto per una presunta relazione con la ballerina Lola Falana. Massimo, inizialmente coinvolto nei giochi erotici della coppia, divenne per Anna qualcosa di più: il loro legame fu percepito da Camillo come un tradimento emotivo, e lo fece sprofondare nella gelosia. “È la prima volta che mia moglie mi tradisce con il cuore,” confidò agli amici, sperando che fosse una fase. Ma il 7 luglio 1970 scrisse nel diario: “La più grande delusione della mia vita, vorrei essere morto e sepolto”.

I coniugi Casati Stampa e, al centro, il giovane Massimo Minorenti
I coniugi Casati Stampa e, al centro, il giovane Massimo Minorenti (fonte: Metalskunk.com)

Il 30 agosto 1970 Camillo era a Valdagno, ospite dei Marzotto per una battuta di caccia. Alle quattro del mattino chiamò casa e trovò Massimo a rispondere, cosa che scatenò la sua furia. Dopo una seconda chiamata tempestosa con Anna tornò a Roma, entrò nell’appartamento di via Puccini 9, congedò la servitù e affrontò la moglie e l’amante: con un fucile Browning calibro 12 sparò tre colpi ad Anna, seduta sul divano, due a Massimo, che tentò invano di proteggersi dietro un tavolino, e uno a sé stesso, sotto il mento. La scena, descritta dall’agente Domenico Scali che fece parte della pattuglia della polizia allertata dalla servitù, era agghiacciante: Anna con il volto sereno, al punto di sembrare ancora viva, Massimo raggomitolato per terra, Camillo completamente sfigurato.

Il delitto Casati Stampa non si fermò al sangue. La scoperta di 1.500 Polaroid e del diario di Camillo, in cui egli scriveva tutti i dettagli degli incontri sessuali che organizzava, alimentò le attenzioni dei rotocalchi. Le foto di Anna in pose compromettenti finirono su Men e L’Europeo nonostante il tentativo della figlia di Camillo, Annamaria, di farle sequestrare. La vicenda sconvolse i salotti aristocratici, rompendo il velo di ipocrisia della nobiltà.

L’eredità di Camillo, valutata oltre 2,4 miliardi di lire (circa 26 milioni di dollari nel 2020), passò ad Annamaria, allora diciannovenne. Tra i beni c’era Villa San Martino ad Arcore, venduta nel 1972 a Silvio Berlusconi, allora un giovane imprenditore, segnando l’inizio del suo impero. La transazione, gestita dal tutore Cesare Previti, fu controversa: si dice che Berlusconi pagò solo anni dopo, a prezzi vantaggiosi.

55 anni dopo, il delitto Casati Stampa resta impresso nella memoria italiana: è stato celebrato in libri, come L’affaire Casati Stampa di Davide Amante, che lo dipinge come una storia d’amore non convenzionale, e in canzoni come Il delitto di via Puccini del gruppo I Mostri. La vicenda non è solo cronaca nera: è un ritratto di un’epoca, di vizi nascosti e di una nobiltà che, dietro i fasti, celava delle ossessioni pericolose.

Condividi. Facebook WhatsApp Twitter Telegram Email

Potrebbero interessarti anche

Come dipingevano gli antichi romani? Gli affreschi di 2.000 anni in Spagna rivelano un metodo sorprendente

13 Aprile 2026

Il primo computer della storia? Non è quello che pensi: esisteva già 2.000 anni fa

11 Aprile 2026

Perché il Papa celebra la Via Crucis al Colosseo? Dal degrado dei criminali al rito più sacro

3 Aprile 2026
Facebook X (Twitter) Instagram
  • Home
  • Chi siamo
  • Staff e redazione
  • Contatti
  • Disclaimer
  • Cookie Policy
  • Privacy Policy
© 2026 CultWeb.it proprietà di Digital Dreams s.r.l. - Partita IVA: 11885930963 - Sede legale: Via Alberico Albricci 8, 20122 Milano Italy - [email protected] | Foto Credits: DepositPhotos

Questo blog non è una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07.03.2001

Digita qui sopra e premi Enter per cercare. Premi Esc per annullare.