Close Menu
  • Ambiente
    • Animali
  • Attualità
  • Cultura
    • Misteri
    • Storia
  • Lifestyle
    • Bellezza
    • Cibo
    • Moda
    • Sesso
    • Viaggi
  • Salute
    • Scienza
  • Spettacolo
  • Sport
  • Web
CultWeb.it
  • Ambiente
    • Animali
  • Attualità
  • Cultura
    • Misteri
    • Storia
  • Lifestyle
    • Bellezza
    • Cibo
    • Moda
    • Sesso
    • Viaggi
  • Salute
    • Scienza
  • Spettacolo
  • Sport
  • Web
CultWeb.it
Home » Cultura » Storia » Dall’Enola Gay alla Calabria, la strana leggenda del pilota pentito e della Certosa silenziosa

Dall’Enola Gay alla Calabria, la strana leggenda del pilota pentito e della Certosa silenziosa

Ecco la verità dietro la leggenda del pilota pentito di Hiroshima, "rinchiuso" nella Certosa di Serra San Bruno.
Francesca FiorentinoBy Francesca Fiorentino6 Agosto 2025
Seguici su Google Fonti preferite
Facebook WhatsApp Twitter Telegram
Enola Gay
Enola Gay (fonte: RSI)

Nel cuore della Calabria, a circa 45 chilometri da Vibo Valentia, sorge la Certosa di Serra San Bruno, un monastero fondato nel 1101 da San Bruno di Colonia. Questo luogo di silenzio e preghiera è stato al centro di una leggenda metropolitana che, per decenni, ha affascinato curiosi e studiosi: la storia di un presunto pilota dell’aereo che sganciò la bomba atomica su Hiroshima, pentito e rifugiatosi in clausura. Ma come nacque questa fake news e perché ha resistito così a lungo? Il 6 agosto 1945, il bombardiere B-29 Enola Gay, guidato dal colonnello Paul Tibbets, sganciò Little Boy su Hiroshima, causando oltre 200.000 morti, tra vittime immediate ed effetti delle radiazioni.

Tre giorni dopo, un altro B-29, Bockscar, colpì Nagasaki con Fat Man. Questi eventi, culminati nel Progetto Manhattan, posero fine alla Seconda Guerra Mondiale con la resa del Giappone il 15 agosto 1945. La devastazione fu tale da segnare la coscienza collettiva, alimentando storie di rimorso e redenzione. Negli anni ’60, una voce diffusa dallo scrittore calabrese Sharo Gambino suggerì che un pilota coinvolto nel bombardamento di Hiroshima si fosse ritirato nella Certosa di Serra San Bruno, sopraffatto dal senso di colpa. Nel 1962, un servizio Rai amplificò la notizia, attirando giornalisti e curiosi.

Hiroshima
Hiroshima (fonte: Rai)

I monaci, dediti a una vita di rigorosa clausura, furono costretti a esporre un cartello: “Nella Certosa non c’è il pilota di Hiroshima. Non disturbate la quiete del convento“. Le indagini successive hanno chiarito che né Tibbets, che difese la sua azione come necessaria, né il copilota Robert Lewis, morto nel 1983 senza mai entrare in monastero, si ritirarono in Calabria.

La verità emerse da un necrologio della Diocesi di Spokane. Padre Tony Lehmann, ex soldato statunitense, visitò Hiroshima dopo la guerra e, sconvolto dalla devastazione, divenne certosino, vivendo per un periodo in Calabria. Non fu mai un pilota, ma un testimone degli orrori nucleari. La sua storia, confusa con quella di un pilota pentito, alimentò la leggenda.

Share. Facebook WhatsApp Twitter Telegram Email

Potrebbero interessarti anche

La lettera segreta della regina Elisabetta su Diana: “Sono orgogliosa di William e Harry”

31 Agosto 2026

“Città rasa al suolo, condizioni indescrivibili”: il telegramma da Hiroshima che nessuno dimentica

6 Agosto 2026

Credevano che i morti accusassero gli assassini in un modo assurdo: questa pratica durò fino al 1869

30 Luglio 2026
Facebook X (Twitter) Instagram
  • Home
  • Chi siamo
  • Staff e redazione
  • Contatti
  • Disclaimer
  • Cookie Policy
  • Privacy Policy
© 2026 CultWeb.it proprietà di Digital Dreams s.r.l. - Partita IVA: 11885930963 - Sede legale: Via Alberico Albricci 8, 20122 Milano Italy - [email protected] | Foto Credits: DepositPhotos

Questo blog non è una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07.03.2001

Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.