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Home » Cultura » Storia » Questo re ha imparato a fare la guerra da bambino (con un esercito giocattolo)

Questo re ha imparato a fare la guerra da bambino (con un esercito giocattolo)

A 11 anni Pietro il Grande fondò i Potešnye vojska: un corpo militare nato come gioco che si trasformò nel nucleo d'élite della guardia imperiale russa.
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino24 Marzo 2026
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Pietro il grande
Pietro il Grande (opera di Robert Ker Porter - http://www.beearty.com/Pubblico dominio)

Nel novembre del 1683, un bambino di 11 anni radunò i propri compagni di giochi nei dintorni di Mosca e fondò un esercito. Non era un esercito vero, almeno non ancora, ma sarebbe diventato il seme della guardia imperiale russa. Quel bambino si chiamava Pietro Alekseevič Romanov, destinato a passare alla storia come Pietro il Grande, e il nome del suo corpo militare era Potešnye vojska: letteralmente, “forze da divertimento”.

Per capire perché uno zarevič vivesse lontano da Mosca a costruire un esercito giocattolo, bisogna tornare all’anno precedente. Nel 1682, la morte dello zar Fëdor III aveva scatenato una crisi di successione violenta. Il clan dei Miloslavskij diffuse la voce che i Naryškin, la famiglia della madre di Pietro, avessero assassinato l’altro pretendente al trono, Ivan. La voce era falsa, ma bastò ad innescare la rivolta degli Strel’cy, le truppe di guarnigione moscovite. Nel sangue di quel colpo di stato emerse la figura di Sof’ja Alekseevna Romanova, sorellastra di Pietro, che si autoproclamò reggente. Il giovanissimo zarevič, insieme alla madre Natal’ja Naryškina, fu costretto ad abbandonare il Cremlino e rifugiarsi nella tenuta di Preobraženskoe, un sobborgo moscovita. Ci avrebbe vissuto per sette anni.

Sulla carta Pietro rimaneva il legittimo co-sovrano di Russia, con un’educazione militare che non poteva essere trascurata. Fu così che nacque il primo contingente dei Potešnye: un gruppo di ragazzi in uniforme verde, per lo più figli di nobili, ai quali si aggiunsero ben presto i servi della tenuta. Le cronache registrano che nel 1683 fu arruolato anche Sergej Buhvostov, un uomo di 25 anni entrato nella leggenda come «il primo soldato russo» dei nuovi reggimenti.

Nel 1684, sotto la supervisione dell’istruttore militare Franz Timmerman, vicino alla residenza di Pietro venne costruita una fortezza di legno chiamata Presburg. I Potešnye si esercitavano ad assaltarla e a difenderla, divisi in due fazioni contrapposte. Con il passare degli anni i giochi si fecero via via più seri: nel 1686 vennero introdotti pezzi di artiglieria vera, e nel 1687 ebbero inizio le prime esercitazioni navali sullo stagno di Prosjanskij, presso Izmajlovo. Pietro aveva capito presto che la guerra moderna si combatte anche sull’acqua.

Per colmare il divario con gli eserciti occidentali, Pietro chiamò a Preobraženskoe i migliori istruttori militari d’Europa. Questa scelta creò un abisso qualitativo tra il suo «esercito giocattolo» e il resto dell’esercito russo, ancora organizzato secondo schemi in gran parte semi-feudali. Nel 1685 la compagnia di bombardieri aveva già superato i 300 effettivi, tutti in vita caserma e con una routine prettamente marziale. Due anni dopo, vennero aggregate guardie scelte provenienti dagli Strel’cy del Cremlino, rendendo necessaria una riorganizzazione in due compagnie distinte: Preobraženskij e Semënovskij, dai nomi dei villaggi dove erano acquartierate.

Un episodio rimasto impresso nelle cronache riguarda un’esercitazione degli anni Novanta del Seicento. Durante una simulazione bellica, una granata esplose nelle vicinanze di Pietro, ferendolo alla testa. Alcuni storici hanno ipotizzato che quella commozione cerebrale contribuisse alle crisi convulsive che lo avrebbero tormentato per tutta la vita.

Tra coloro che gravitarono attorno ai Potešnye figura anche Aleksandr Menšikov, amico personale di Pietro e futuro Generalissimo dell’esercito russo: la storia della guardia imperiale è, in buona parte, anche la sua.

Nel 1689 Pietro non aveva più bisogno di giocare alla guerra: la fece sul serio. Depose la sorellastra Sof’ja con un vero colpo di stato, al quale parteciparono anche i Potešnye. Quegli stessi ragazzi che anni prima si erano rincorsi tra i boschi di Preobraženskoe erano diventati soldati addestrati, politicamente fedeli e militarmente formati secondo standard europei.

La deposizione di Sofia
La deposizione di Sofia (opera di Veshchilov, Konstantin Alexandrovich, Pubblico dominio)

Il 25 aprile 1695, dopo un’esercitazione che aveva coinvolto circa 15.000 uomini, le due compagnie furono ufficialmente elevate al rango di reggimenti. Nacquero così i Reggimenti Preobraženskij e Semënovskij, prime unità operative della guardia imperiale russa. L’anno seguente Pietro li battezzò sul campo: nella battaglia di Narva del 1700, pur sconfitta, fu proprio la tenuta di queste due unità a permettere all’esercito russo di ritirarsi in ordine, evitando la disfatta totale. Nel 1706 Pietro il Grande si arruolò personalmente nel reggimento Preobraženskij con il grado di colonnello  e ne indossò l’uniforme con evidente orgoglio. Ciò che era nato come un gioco infantile aveva cambiato, nel tempo, le sorti di un impero.

 

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