In queste ultime ore, il caso della crociera segnata da una microepidemia di hantavirus a bordo sta destando grande preoccupazione, soprattutto in relazione a una possibile nuova pandemia. Tutto ha avuto origine dall’escursione di una coppia olandese in una discarica in Cile, per una seduta di birdwatching dalla quale con ogni probabilità è iniziata la contaminazione. La coppia, tornata a bordo della crociera sulla MV Hondius, è poi morta.
L’hantavirus è un virus zoonotico trasmesso principalmente dai roditori, in particolare dai topi, attraverso le loro urine, feci e saliva. Questo patogeno può causare nell’uomo due distinte sindromi cliniche: la febbre emorragica con sindrome renale e la sindrome polmonare da hantavirus, quest’ultima caratterizzata da un tasso di mortalità particolarmente elevato.
La trasmissione all’uomo avviene prevalentemente per via aerea, quando si inalano particelle virali disperse nell’ambiente da escrementi di roditori infetti. Non è necessario il contatto diretto con l’animale: è sufficiente frequentare ambienti contaminati come cantine, magazzini, fienili o aree rurali dove i topi hanno lasciato tracce della loro presenza. Più raramente, il contagio può verificarsi attraverso morsi di roditori infetti o per contatto diretto con le loro secrezioni.
I sintomi dell’infezione da hantavirus si manifestano generalmente dopo un periodo di incubazione che varia da una a cinque settimane dall’esposizione. La fase iniziale della malattia è caratterizzata da febbre elevata, dolori muscolari intensi, mal di testa e affaticamento, sintomi facilmente confondibili con altre patologie virali comuni. Nelle forme più gravi, che coinvolgono l’apparato respiratorio, possono svilupparsi tosse, difficoltà respiratorie progressive e, nei casi più severi, insufficienza polmonare acuta che richiede intervento medico immediato.
Le raccomandazioni ufficiali per la prevenzione dell’hantavirus si concentrano principalmente sul controllo dei roditori e sull’adozione di misure igieniche specifiche. Gli esperti consigliano di mantenere pulite le abitazioni e le aree circostanti, eliminando potenziali fonti di cibo e rifugio per i topi. È fondamentale sigillare fessure e aperture negli edifici per impedire l’ingresso dei roditori.

Quando ci si trova a dover pulire ambienti potenzialmente contaminati, le autorità sanitarie raccomandano di evitare di spazzare o aspirare a secco, poiché queste azioni potrebbero sollevare polveri contaminate nell’aria. È preferibile inumidire le superfici con soluzioni disinfettanti prima della pulizia, utilizzare guanti monouso e, in ambienti chiusi e polverosi, indossare mascherine protettive adeguate. Particolare attenzione va prestata nelle aree rurali, nei fienili, nelle cantine e in tutti quegli spazi chiusi rimasti inutilizzati per lunghi periodi.
La diagnosi precoce risulta cruciale per migliorare la prognosi dei pazienti. Chiunque sviluppi sintomi simil-influenzali dopo essere stato esposto a potenziali ambienti contaminati da roditori dovrebbe informare tempestivamente il proprio medico di questa circostanza. Non esistono attualmente vaccini disponibili per l’hantavirus nella maggior parte dei paesi, rendendo la prevenzione attraverso il controllo dei roditori e le misure igieniche l’unica strategia efficace di protezione.
Intanto, quattro persone residenti in Italia che erano state sullo stesso volo di una passeggera deceduta per hantavirus sono attualmente in isolamento fiduciario e non presentano sintomi. Si tratta di un marittimo di 24 anni di Torre del Greco, in provincia di Napoli, di Federico Amaretti, 25 anni di Villa San Giovanni in provincia di Reggio Calabria, di un turista sudafricano cinquantenne che si trova in un hotel a Padova e di una donna straniera residente in provincia di Firenze.
Il 24 aprile scorso tutti e quattro si erano imbarcati sul volo KLM da Johannesburg ad Amsterdam, lo stesso aereo su cui viaggiava Mirjam Schilperoord, la 69enne olandese contagiata dal marito Leo. La donna era seduta per pochi minuti e lontana dai loro posti prima di essere fatta scendere dall’aereo nella metropoli sudafricana il 26 aprile, dove è poi deceduta. Il marito era morto l’11 aprile sulla nave da crociera MV Hondius, durante una spedizione in Antartide che si è trasformata in un focolaio di hantavirus con tre vittime e sei ricoverati.
Dopo essere atterrati ad Amsterdam, i quattro residenti in Italia si sono spostati con almeno tre aerei diversi: il volo Az 107 del 25 aprile da Amsterdam a Roma e altri due dalla Capitale verso Venezia e la Calabria, per poi proseguire con altri mezzi di trasporto verso le loro destinazioni finali. Questo è avvenuto più di due settimane fa, prima che il ministero della Salute italiano li contattasse tramite le strutture sanitarie regionali e i carabinieri del Nas, in seguito all’alert lanciato dalla compagnia aerea Klm all’Italia l’8 maggio.
Il contatto con la passeggera contagiata è stato limitato e precario, ma le autorità sanitarie stanno valutando la possibilità di sottoporre i quattro a screening anche in assenza di sintomi. Il 24enne marittimo campano potrebbe essere sottoposto a un prelievo di sangue presso il centro specializzato dell’ospedale Spallanzani di Roma, il presidio che fu simbolo della lotta contro il Covid e dove vennero salvati i due turisti cinesi, primi contagiati nel 2020 nella Capitale.
Lo screening sui contatti familiari e personali dei quattro in isolamento fiduciario è stato preso in considerazione anche in mancanza di sintomi, e quindi senza rischi di contagio secondo le caratteristiche dell’hantavirus, che ha però un periodo di incubazione da una a cinque settimane. Da qui la vigilanza sanitaria che proseguirà fino all’inizio di giugno, come misura precauzionale.
Per chiarire i prossimi passi, il ministero della Salute potrebbe inviare già oggi una circolare alle Regioni e alle altre autorità sul territorio coinvolte nella prevenzione. Il documento conterrà informazioni sulla situazione in atto, il livello di rischio di contagio, già descritto come basso o molto basso in Italia come in tutta Europa, e le azioni da intraprendere con la relativa tempistica.
Le autorità sanitarie sottolineano che non c’è motivo di allarme e che la situazione è sotto controllo. Il rischio di contagio rimane basso e tutte le misure precauzionali sono state attivate per garantire la sicurezza della popolazione.
