Close Menu
  • Ambiente
    • Animali
  • Attualità
  • Cultura
    • Misteri
    • Storia
  • Lifestyle
    • Bellezza
    • Cibo
    • Moda
    • Sesso
    • Viaggi
  • Salute
    • Scienza
  • Spettacolo
  • Sport
  • Web
CultWeb.it
  • Ambiente
    • Animali
  • Attualità
  • Cultura
    • Misteri
    • Storia
  • Lifestyle
    • Bellezza
    • Cibo
    • Moda
    • Sesso
    • Viaggi
  • Salute
    • Scienza
  • Spettacolo
  • Sport
  • Web
CultWeb.it
Home » Salute » Il mondo più vulnerabile di 10 anni fa: l’allarme dell’OMS sulle prossime pandemie

Il mondo più vulnerabile di 10 anni fa: l’allarme dell’OMS sulle prossime pandemie

L'OMS lancia un alert: siamo meno protetti davanti a possibili pandemie. Focolai in aumento, disuguaglianze crescenti e investimenti insufficienti.
RedazioneDi Redazione19 Maggio 2026
Facebook WhatsApp Twitter Telegram
Un dettaglio di un herpes virus
Il dettaglio di un herpes virus (fonte: Unsplash)

A dieci anni dall’epidemia di Ebola che ha messo in luce pericolose lacune nella preparazione alle epidemie, e a sei anni dal Covid-19 che ha trasformato quelle stesse lacune in una catastrofe globale, le prove sono chiare: il mondo non è più sicuro rispetto alle pandemie. L’allarme arriva dal nuovo rapporto del Global Preparedness Monitoring Board, organismo indipendente istituito nel 2018 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e dalla Banca Mondiale, presentato a margine della 79ª Assemblea mondiale della sanità.

Il report “A World on the Edge: Priorities for a Pandemic Resilient Future” rivela che i focolai di malattie infettive stanno diventando sempre più frequenti e devastanti, con impatti sanitari, economici, politici e sociali sempre più ampi e una capacità di recupero sempre più ridotta. Nel 2024 l’Oms ha rilevato quasi il doppio degli eventi sanitari rispetto al 2015, un dato che testimonia l’accelerazione del rischio pandemico globale.

Il Board avverte che un decennio di investimenti non è riuscito a tenere il passo con l’aumento del rischio pandemico. Nuove iniziative hanno migliorato alcuni aspetti della preparazione, ma complessivamente questi sforzi vengono neutralizzati dagli effetti crescenti della frammentazione geopolitica, del deterioramento ecologico, dell’urbanizzazione, della mobilità globale e dei conflitti armati. A preoccupare ulteriormente è anche il progressivo calo degli aiuti internazionali alla salute globale, tornati a livelli che non si vedevano dal 2009.

L’analisi ricostruisce le sei grandi emergenze sanitarie internazionali dichiarate dall’OMS tra il 2014 e il 2025: dall’Ebola in Africa occidentale al virus Zika, fino al Covid-19 e alle recenti epidemie di mpox. Su indicatori chiave come l’accesso equo a diagnostica, vaccini e terapie, il mondo sta andando indietro. I vaccini contro mpox hanno raggiunto i Paesi a basso reddito colpiti quasi due anni dopo l’inizio dell’epidemia, ancora più lentamente rispetto ai 17 mesi necessari per i vaccini anti-Covid-19.

ricercatrice in laboratorio
Ricercatrice in laboratorio (Unsplash)

Le conseguenze economiche delle crisi sanitarie risultano sempre più profonde e durature. Durante l’epidemia di Ebola in Africa occidentale il PIL dei Paesi colpiti diminuì del 5,1 per cento. Con il Covid-19 il calo globale fu del 2,9 per cento, accompagnato da un forte aumento del debito pubblico, dell’inflazione e da un crollo record degli investimenti internazionali. Le misure adottate per contenere le epidemie, come lockdown, restrizioni ai movimenti e chiusure delle frontiere, hanno avuto costi sociali ed economici enormi, soprattutto nei Paesi con sistemi sanitari più fragili.

Il peso di queste emergenze va ben oltre gli impatti sanitari ed economici immediati. Le pandemie continuano a produrre conseguenze sanitarie anche molto tempo dopo la fine dell’emergenza. Durante Ebola e Covid-19 sono aumentati i decessi indiretti legati all’interruzione delle cure ordinarie, delle vaccinazioni e dei servizi di prevenzione. L’accesso alle cure prenatali, durante alcune emergenze, si è ridotto fino al 40 per cento. Dopo l’epidemia di Ebola in Africa occidentale si stima che nei 18 mesi successivi si siano verificati fino a 16 mila decessi aggiuntivi per morbillo a causa del crollo delle vaccinazioni pediatriche.

Le conseguenze sociali delle pandemie colpiscono soprattutto le fasce più vulnerabili della popolazione. Donne, bambini, lavoratori precari e gruppi marginalizzati hanno subito gli effetti più pesanti. Durante l’epidemia di Ebola circa il 50 per cento dei bambini rimase fuori dalla scuola nelle aree interessate. Con il Covid-19 le chiusure scolastiche coinvolsero l’80 per cento degli studenti del mondo. Milioni di persone sono precipitate nella povertà e, secondo il report, durante la pandemia si sarebbero verificati anche milioni di matrimoni precoci aggiuntivi.

Uno dei passaggi più duri del rapporto riguarda il tema dell’accesso equo a vaccini, farmaci e diagnostica. Il Global Preparedness Monitoring Board denuncia una crescente perdita di volontà politica e finanziaria nel garantire l’accesso alle cure nei Paesi più poveri. Le cause sono strutturali: capacità produttive concentrate nei Paesi ricchi, accordi commerciali privilegiati, restrizioni alle esportazioni e sistemi sanitari fragili. Per il Board, le disuguaglianze viste durante il Covid non sono state un semplice fallimento del mercato, ma un vero fallimento della governance globale.

Il report identifica nella sfiducia una delle principali minacce per la preparazione pandemica. Fiducia compromessa tra cittadini e governi, tra Stati e verso le istituzioni multilaterali. A peggiorare il quadro sono disinformazione, polarizzazione politica e nazionalismi. Il rapporto sottolinea inoltre il potenziale dell’intelligenza artificiale e delle tecnologie digitali nel migliorare la preparazione, soprattutto per il monitoraggio delle minacce pandemiche, ma avverte che senza una governance efficace e adeguate garanzie, queste tecnologie potrebbero in realtà ridurre la sicurezza sanitaria e ampliare ulteriormente le disuguaglianze di accesso.

Il rapporto sottolinea che il rischio concreto e imminente di un’altra pandemia colpirebbe un mondo più diviso, più indebitato e meno capace di proteggere la propria popolazione rispetto a dieci anni fa, esponendo tutti i Paesi a impatti sanitari, sociali ed economici potenzialmente ancora maggiori. Il contesto attuale è segnato da crisi climatiche, conflitti armati, frammentazione geopolitica, aumento delle disuguaglianze e crescente sfiducia verso governi e istituzioni internazionali, tutti fattori che stanno rendendo le epidemie più frequenti, più devastanti e più difficili da contenere.

Condividi. Facebook WhatsApp Twitter Telegram Email

Potrebbero interessarti anche

Hantavirus, il virus dei topi che spaventa il mondo: ecco come si contrae

11 Maggio 2026

Il tuo cuore batte in modo irregolare: cosa rivela sul tuo stress e sulla tua salute

7 Maggio 2026

Non solo Covid: i vaccini mRNA ora puntano al cancro (e i dati fanno sperare)

26 Aprile 2026
Facebook X (Twitter) Instagram
  • Home
  • Chi siamo
  • Staff e redazione
  • Contatti
  • Disclaimer
  • Cookie Policy
  • Privacy Policy
© 2026 CultWeb.it proprietà di Digital Dreams s.r.l. - Partita IVA: 11885930963 - Sede legale: Via Alberico Albricci 8, 20122 Milano Italy - [email protected] | Foto Credits: DepositPhotos

Questo blog non è una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07.03.2001

Digita qui sopra e premi Enter per cercare. Premi Esc per annullare.