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Home » Salute » Ora solare 2026: perché dormirai un’ora in più ma ti sentirai più stanco per 5 giorni

Ora solare 2026: perché dormirai un’ora in più ma ti sentirai più stanco per 5 giorni

Il 25 ottobre le lancette saranno spostate indietro di un'ora, con possibili effetti per 5 giorni: sonnolenza, stanchezza e irritabilità.
RedazioneBy Redazione23 Ottobre 2026
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mano che sposta lancette orologio
mano che sposta lancette orologio (FreePik)

Nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre 2026 le lancette dell’orologio torneranno indietro di un’ora. Alle 3 del mattino dovremo reimpostare i nostri dispositivi sulle 2, segnando il ritorno dell’ora solare dopo mesi di giornate lunghe e luminose. Il cambio porterà con sé un’ora di sonno in più, ma anche una serie di effetti sull’organismo che la scienza ha documentato con precisione.

Una sorta di mini jet lag con effetti che riguardano il mancato allineamento tra l’orologio biologico interno e i ritmi esterni. Il ritmo circadiano sincronizza sonno, ormoni, temperatura corporea e metabolismo con l’alternanza tra luce e buio. Quando questo equilibrio viene alterato, anche di una sola ora, le ripercussioni coinvolgono il ciclo sonno-veglia, il sistema endocrino e quello cardiovascolare. In sostanza, tutti gli organi del corpo risentono della modifica, anche se in modo transitorio.

persona addormentata
persona addormentata (fonte: Unsplash)

Con il ritorno all’ora solare farà giorno un’ora prima al mattino, ma il buio arriverà anche prima alla sera. Le ore di luce continueranno a diminuire progressivamente fino al solstizio d’inverno del 21 dicembre 2026. L’ora solare rimarrà in vigore fino all’ultimo fine settimana di marzo 2027, quando nella notte tra il 27 e il 28 marzo si tornerà all’ora legale.

Tra i possibili effetti sul corpo ci sono sonnolenza, stanchezza, irritabilità e cambiamenti dell’umore. Si tratta generalmente di disturbi che si risolvono nell’arco di circa cinque giorni, il tempo necessario perché l’organismo si riadatti al nuovo orario. Ferini-Strambi precisa che non bisogna drammatizzare: è un fenomeno fisiologico e temporaneo.

Non tutti reagiscono allo stesso modo al cambio di orario. Chi soffre maggiormente sono soprattutto anziani e bambini, abituati ad avere orari fissi che scandiscono la giornata per mangiare e riposare. Anche le persone che tendono ad alzarsi molto presto, le cosiddette allodole, possono incontrare maggiori difficoltà ad adattarsi. I bambini piccoli, in particolare, potrebbero continuare a svegliarsi secondo le abitudini precedenti per alcuni giorni.

Al contrario, chi preferisce dormire di più al mattino e andare a letto più tardi la sera, i gufi, si troverà inizialmente avvantaggiato dal cambio autunnale. Gli studi dimostrano infatti che con il ritorno all’ora solare si tende a dormire circa 30-40 minuti in più, un elemento generalmente positivo per il riposo.

L’impatto più significativo sul sonno e sull’apparato cardiocircolatorio si osserva però in primavera, con l’avvento dell’ora legale e la conseguente privazione di sonno. Una ricerca ha dimostrato che nei giorni seguenti il passaggio all’ora legale si registra un aumento dei ricoveri per infarto cardiaco. Il sonno inibisce il cortisolo, l’ormone dello stress, che ha un impatto negativo sul sistema cardiovascolare. La privazione di sonno spiega anche l’aumento degli incidenti stradali registrato in quel periodo.

Il dibattito sui consumi energetici e sulla salute legato al cambio dell’ora rimane aperto. Il ritorno all’ora solare riaccende ogni anno la discussione su risparmi in bolletta, minori emissioni e benessere psicofisico. In Europa si discute ancora della possibilità di abolire definitivamente il cambio dell’ora.

Dal punto di vista della salute, numerose società scientifiche si sono espresse a favore della stabilizzazione sull’ora solare per tutto l’anno, perché è quella che si sincronizza meglio con i ritmi biologici umani. Questo comporterebbe però il sacrificio di alcune ore di luce nel tardo pomeriggio. D’altro canto, mantenere l’ora legale tutto l’anno costringerebbe lavoratori e studenti a uscire prima del sorgere del sole per molte settimane all’anno.

Per adattarsi in modo efficiente al cambio di orario, gli esperti consigliano di adottare le stesse strategie utilizzate per i viaggi intercontinentali. Nei tre o quattro giorni precedenti il cambio, è utile cercare di impostare gradualmente le proprie attività e gli orari dei pasti in accordo con il nuovo orario. Questa preparazione progressiva aiuta l’organismo ad anticipare il cambiamento, riducendo gli effetti del disallineamento tra orologio biologico e orario esterno.

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