Un caso sospetto di peste polmonare in Siberia ha riacceso l’attenzione su una forma di infezione batterica che, a differenza di altre varianti della malattia, può trasmettersi direttamente da persona a persona. Una dipendente dell’Istituto anti-peste di Irkutsk, in Russia, è morta dopo che una provetta si è rotta in laboratorio. Sebbene le autorità russe abbiano dichiarato di non aver trovato prove che la sua malattia fosse causata da uno dei patogeni con cui lavorava, alcuni media hanno ipotizzato, senza conferme ufficiali, che la donna possa essere deceduta proprio a causa di questa infezione.
Circa 200 persone venute a contatto con la lavoratrice sono state poste sotto rigorosa sorveglianza medica e diversi ospedali della regione sono stati chiusi e messi in quarantena. Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie sta monitorando attentamente la situazione ed è in contatto con l’Organizzazione mondiale della sanità. Al momento non risultano casi secondari né una trasmissione prolungata da uomo a uomo, e i viaggi tra Irkutsk e i Paesi dell’Unione europea sono scarsi.
La peste polmonare è provocata dal batterio Yersinia pestis e rappresenta una delle principali forme in cui può manifestarsi l’infezione da peste. In questo caso specifico, l’infezione interessa i polmoni e può presentarsi direttamente come forma polmonare primaria oppure svilupparsi come conseguenza dell’evoluzione di altre forme di peste non curate tempestivamente. Si tratta della forma più grave della malattia, con un tasso di letalità compreso tra il 30% e il 100% se non viene trattata.

Secondo l’Istituto Superiore di Sanità, l’incubazione della forma polmonare primaria è molto breve, generalmente varia da uno a tre giorni, e in alcuni casi può essere di appena 24 ore. La malattia è caratterizzata da una polmonite acuta che può evolvere rapidamente. Tra i sintomi principali ci sono febbre, mal di testa e debolezza, ai quali si aggiungono i segnali legati all’interessamento dei polmoni: respiro corto, dolore toracico e tosse. La forma polmonare primaria può essere caratterizzata anche da tosse con emissione di sangue, muco sanguinolento o acquoso.
Si tratta di manifestazioni che, prese singolarmente, possono essere associate anche ad altre patologie respiratorie. Il riconoscimento della malattia non può quindi basarsi esclusivamente sui sintomi e richiede una valutazione medica, soprattutto in presenza di una possibile esposizione al batterio.
La modalità di trasmissione rappresenta una delle principali differenze rispetto alle altre forme della malattia. La peste bubbonica viene generalmente contratta attraverso la puntura di pulci infette o il contatto di materiale contaminato con lesioni della pelle e, secondo l’Istituto Superiore di Sanità, non si trasmette direttamente da persona a persona. La peste polmonare, invece, è l’unica forma di peste che può diffondersi da individuo a individuo attraverso l’aria o gli aerosol emessi dalle persone infette, tramite particelle respiratorie.
Nonostante il peso storico e simbolico della peste, oggi l’infezione batterica può essere trattata con antibiotici. Nel caso della forma polmonare, tuttavia, il fattore tempo assume particolare importanza. L’Istituto Superiore di Sanità sottolinea che la malattia può peggiorare velocemente e che è essenziale iniziare la terapia antibiotica entro le prime 24 ore dalla comparsa dei sintomi per ridurre il rischio di morte.
La peste è assente dall’Europa da più di 50 anni, ma casi umani vengono segnalati in Africa, in particolare nella Repubblica Democratica del Congo e in Madagascar.
