Per miliardi di anni, i venti solari hanno bombardato la Luna, depositando sulla sua superficie l’elio-3, un isotopo raro sulla Terra. La crescente domanda di questo elemento, cruciale per settori come il quantum computing, ha spinto diverse aziende a esplorare la possibilità di estrarlo dal suolo lunare. Tra queste, Interlune, una startup di Seattle, ha appena siglato un accordo commerciale di portata storica.
L’accordo, annunciato da Interlune, prevede la fornitura di fino a 10.000 litri di elio-3 all’anno a Bluefors, azienda leader nella produzione di refrigeratori a diluizione, essenziali per il funzionamento dei computer quantistici. L’elio-3, infatti, permette di raggiungere le temperature criogeniche necessarie per la stabilità dei qubit. Considerando un prezzo di mercato di circa 2.500 dollari al litro (stima del 2024 di The Edelgas Group), l’accordo rappresenta il più grande acquisto di risorse lunari fino ad oggi, con una potenziale valore di 25 milioni di dollari all’anno. La partnership tra Interlune e Bluefors coprirà il periodo dal 2028 al 2037, in concomitanza con la prevista crescita del mercato del quantum computing.

Rob Meyerson, co-fondatore e CEO di Interlune, ex presidente di Blue Origin, ha sottolineato l’importanza dell’accordo per lo sviluppo del settore quantistico. Interlune, fondata nel 2020 insieme a Gary Lai e Harrison Schmitt (geologo e unico membro ancora in vita dell’Apollo 17), si propone di estrarre l’elio-3 dalla Luna attraverso l’utilizzo di robot. L’azienda ha già raccolto oltre 18 milioni di dollari in finanziamenti e prevede di lanciare una missione dimostrativa nel 2027 e un impianto pilota entro il 2029.
Nonostante l’entusiasmo, rimangono delle sfide da superare. L’estrazione di risorse lunari presenta difficoltà tecnologiche, logistiche e finanziarie significative. Inoltre, la quantità di elio-3 presente sulla Luna non è ancora del tutto chiara, e alcuni esperti ritengono che il suo valore sia sovrastimato. Le concentrazioni misurate nei campioni delle missioni Apollo e Luna, pur essendo superiori a quelle terrestri, sono comunque molto basse.
L’accordo tra Interlune e Bluefors, tuttavia, testimonia la crescente domanda di elio-3 da parte dell’industria del quantum computing e potrebbe segnare l’inizio di una nuova era per l’estrazione di risorse spaziali. Se Interlune riuscirà a rispettare le ambiziose tempistiche, potremmo assistere ad una vera e propria corsa all’elio-3 lunare nei prossimi anni.



