Nel cuore dell’isola di Honshū, tra le vette delle Alpi Giapponesi, esiste un archivio climatico che non è custodito in un supercomputer, ma tra le mura di antichi santuari. Da circa sette secoli, i monaci del complesso di Suwa Taisha osservano con meticolosità un fenomeno naturale che avviene sulla superficie del lago Suwa. Quella che era nata come una pratica religiosa e divinatoria è oggi diventata una delle serie storiche più preziose al mondo per comprendere l’evoluzione del riscaldamento globale.
Il fulcro di questa osservazione è l’Omiwatari, un termine che letteralmente significa “passaggio della divinità”. Quando l’inverno è particolarmente rigido, la superficie del lago Suwa ghiaccia completamente. Le forti escursioni termiche tra il giorno e la notte causano la contrazione e la successiva espansione del ghiaccio, che finisce per fratturarsi e sollevarsi, creando una cresta ghiacciata alta e irregolare che attraversa il bacino da una sponda all’altra.
Secondo la tradizione shintoista, questa cresta rappresenta il cammino di un dio che attraversa le acque per far visita a una divinità sulla riva opposta. I sacerdoti, con una costanza che sfida i secoli, registrano la data esatta della formazione di questa cresta almeno dal 1443. Questa abitudine ha prodotto un registro cronologico pressoché ininterrotto, scritto originariamente su fragile carta di riso, che oggi permette agli scienziati di guardare indietro nel tempo per oltre seicento anni.
Trasformare questi antichi appunti in dati scientifici moderni non è stato semplice. I ricercatori hanno dovuto affrontare una complessa opera di traduzione culturale e tecnica. I monaci utilizzavano calendari lunisolari antichi, diversi dal sistema gregoriano occidentale, e grafie premoderne difficili da interpretare. Grazie a un lavoro interdisciplinare che ha coinvolto storici e climatologi, queste date sono state convertite e integrate in modelli climatici globali.

I risultati di questa analisi, pubblicati su riviste autorevoli come Nature Scientific Reports, sono definiti “incredibili” per la loro precisione. I dati mostrano che nei primi 250 anni di registrazioni, il mancato congelamento del lago era un evento rarissimo. Tuttavia, con l’avvento della Rivoluzione Industriale, la tendenza è cambiata drasticamente: il lago inizia a ghiacciare sempre più tardi nell’anno, si scioglie con anticipo e, con frequenza crescente nel XXI secolo, non congela affatto.
Le annotazioni dei monaci offrono una prova diretta del legame tra le attività umane e il clima. L’andamento delle date dell’Omiwatari correla in modo quasi perfetto con l’aumento delle concentrazioni di anidride carbonica nell’atmosfera. Quello che per secoli è stato un rito sacro è diventato lo specchio di una trasformazione planetaria: la progressiva scomparsa del ghiaccio invernale sul lago Suwa è il segnale visibile di un mondo che si sta scaldando rapidamente.
