I ricercatori hanno appena identificato un potente nuovo antibiotico, ma la scoperta non arriva dall’esplorazione di territori inesplorati: è il risultato di un nuovo sguardo su qualcosa che la scienza conosce da decenni. Il composto, chiamato pre-metilénomicina C lattone, è stato scoperto da un team congiunto dell’Università di Warwick nel Regno Unito e della Monash University in Australia.
La vera sorpresa sta nel fatto che questo antibiotico proviene da un tipo di batterio che gli scienziati studiano dagli anni Cinquanta. Il composto è in realtà un intermedio chimico che si forma durante il processo di produzione di un altro antibiotico, la metilénomicina A, estratto dal batterio Streptomyces coelicolor.
“Sorprendentemente, il batterio che produce la metilénomicina A e la pre-metilénomicina C lattone, lo Streptomyces coelicolor, è una specie modello produttrice di antibiotici studiata approfonditamente fin dagli anni Cinquanta”, spiega la chimica Lona Alkhalaf dell’Università di Warwick. “Trovare un nuovo antibiotico in un organismo così familiare è stata una vera sorpresa”.
Nei test di laboratorio, la pre-metilénomicina C lattone si è dimostrata 100 volte più efficace della metilénomicina A contro i batteri Gram-positivi, quelli che stanno diventando sempre più abili a eludere gli antibiotici attuali. Questo potrebbe rappresentare un’arma cruciale nella lotta contro i batteri che hanno sviluppato resistenza ai trattamenti moderni.

I ricercatori hanno deciso di esaminare più da vicino la metilénomicina A modificando i geni utilizzati nella catena di assemblaggio dell’antibiotico, per comprendere la funzione di ciascuno. I composti risultanti, definiti intermedi biosintetici, sono stati poi testati per verificarne l’attività antibiotica.
Il team ha scoperto che questa sostanza è efficace contro i batteri responsabili sia dello Staphylococcus aureus resistente alla meticillina (MRSA) sia dell’Enterococcus resistente alla vancomicina (VRE), due delle infezioni che si rivelano più problematiche per gli antibiotici esistenti.
Un aspetto particolarmente promettente riguarda la resistenza batterica. I batteri Enterococcus esposti alla pre-metilénomicina C lattone per 28 giorni consecutivi non hanno sviluppato resistenza al composto, suggerendo che potrebbe rimanere efficace nel lungo termine. Questa caratteristica è fondamentale in un momento storico in cui gli esperti sono sempre più preoccupati per la resistenza agli antibiotici, già responsabile di milioni di morti ogni anno.
La ricerca è stata pubblicata sul Journal of the American Chemical Society, aprendo una nuova prospettiva nella caccia agli antibiotici: talvolta le soluzioni più efficaci non si trovano esplorando l’ignoto, ma riesaminando con occhi nuovi ciò che già conosciamo.



