Per decenni si è creduto che il cervello umano fosse incapace di generare nuovi neuroni una volta raggiunta l’età adulta. Un’idea che risaliva addirittura ai primi del Novecento, quando il neuroscienziato Ramón y Cajal dichiarava le cellule cerebrali “fisse e immutabili”. Oggi, invece, grazie a tecnologie moderne e all’intelligenza artificiale, questa convinzione è stata smentita: gli adulti possono produrre nuovi neuroni, e questa scoperta apre scenari entusiasmanti per la comprensione del cervello umano.
La produzione di nuovi neuroni in età adulta, chiamata neurogenesi, è stata a lungo confermata solo nei roditori. Ma la nuova ricerca, condotta dal Karolinska Institute e pubblicata sulla rivista Science, dimostra che anche nel cervello umano avviene questo processo. Gli scienziati si sono concentrati sull’ippocampo, l’area cerebrale responsabile della memoria e dell’apprendimento. Utilizzando il machine learning (una forma di intelligenza artificiale) e l’analisi dell’RNA di singole cellule, i ricercatori hanno individuato cellule progenitrici neuronali, cioè cellule capaci di trasformarsi in nuovi neuroni.

Sono state analizzate circa 300.000 cellule provenienti da cervelli umani di età compresa tra l’adolescenza e la vecchiaia. Di queste, solo 354 sono risultate potenzialmente progenitrici, a conferma che la neurogenesi in età adulta è un fenomeno raro, ma reale. La presenza di queste cellule variava molto da persona a persona: alcuni cervelli adulti non ne avevano affatto, mentre altri ne conservavano ancora una discreta quantità. In generale, le persone più giovani tendevano ad avere più progenitori neuronali. Questo suggerisce che fattori biologici e ambientali influenzano la capacità del cervello adulto di produrre nuovi neuroni.
Un dettaglio importante è che non esiste un singolo gene che permetta di riconoscere in modo certo una cellula progenitrice. I ricercatori, infatti, hanno individuato più marcatori genetici che, combinati, indicano con buona probabilità la presenza di queste cellule. È proprio questa la forza dello studio: l’uso dell’intelligenza artificiale ha permesso di incrociare migliaia di dati e trovare schemi comuni, cosa che non era possibile fare in passato.
Secondo i dati disponibili, nel cervello adulto si formano circa 700 nuovi neuroni al giorno: una cifra piccola, se si considera che rappresenta meno dello 0,03% dei neuroni dell’ippocampo. Tuttavia, anche questo piccolo numero può fare una grande differenza, soprattutto per funzioni come la memoria e la regolazione delle emozioni. Studi futuri cercheranno di capire se una neurogenesi più attiva può proteggere da malattie come l’Alzheimer.
Non tutti gli scienziati, però, sono completamente convinti. Alcuni critici sostengono che i metodi usati, seppur innovativi, siano indiretti e che i dati ottenuti potrebbero riguardare cellule non neuronali, come le cellule gliali. Ma gli autori della ricerca ribadiscono che le cellule individuate mostrano attività genetica tipica dei neuroni, non delle glia.



