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Home » Salute » Scienza » Il 17 novembre l’Italia si tinge di viola: è la giornata dei piccoli guerrieri prematuri

Il 17 novembre l’Italia si tinge di viola: è la giornata dei piccoli guerrieri prematuri

Giornata Mondiale della Prematurità: l'importanza del contatto pelle-a-pelle, della Kangaroo Care e del latte materno per i neonati pretermine.
Gabriella DabbeneDi Gabriella Dabbene17 Novembre 2025
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Un bambino appena nato
Un bambino appena nato (fonte: Unsplash)

Oggi 17 novembre 2025 il mondo si tinge di viola per celebrare la Giornata Mondiale della Prematurità, riconosciuta ufficialmente dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come appuntamento globale per sensibilizzare su una delle sfide più delicate della salute neonatale: garantire ai bambini nati troppo presto il miglior inizio possibile per una vita in salute.

Ogni anno nel mondo 13,4 milioni di bambini nascono prima della 37ª settimana di gestazione: uno su dieci. La prematurità è oggi la principale causa di mortalità neonatale sotto i cinque anni di età. E nonostante i progressi della medicina, le disuguaglianze restano profonde: secondo i dati del 2025, nei paesi ad alto reddito sopravvive fino alla dimissione circa il 70% dei neonati estremamente pretermine, con meno di 29 settimane, mentre nei paesi a medio e basso reddito si raggiunge appena il 44% .

In Italia i pretermine rappresentano oltre il 6% dei neonati, più di 25.000 bambini ogni anno, spesso vulnerabili, con organi ancora immaturi e un rischio aumentato di complicanze respiratorie, metaboliche e neurologiche. Tra loro, i neonati altamente pretermine, nati prima delle 32 settimane, costituiscono meno del 2% delle nascite, ma incidono in modo importante sulla mortalità infantile e sulla comparsa di patologie a breve, medio e lungo termine.

La situazione nel nostro Paese è incoraggiante: la sopravvivenza alla dimissione raggiunge il 74% tra le 24 e le 27 settimane, sale al 93% tra le 28 e le 29 settimane, e supera il 99% oltre le 32 settimane, secondo i dati SIN-INNSIN 2024. Ma il vero obiettivo non riguarda solo la sopravvivenza, ma anche una crescita sana, uno sviluppo neurocognitivo equilibrato e una buona qualità di vita.

La Società Italiana di Neonatologia ribadisce che la famiglia ha un ruolo centrale nella cura del neonato prematuro, fondata appunto sul coinvolgimento dei genitori, su cure personalizzate e su un attento follow-up dopo la dimissione. Il contatto precoce e prolungato tra genitori e bambino, come nel metodo Kangaroo Care, non è solo un gesto affettivo ma un vero e proprio intervento terapeutico, che favorisce la regolazione termica, riduce lo stress e stimola lo sviluppo neurologico.

I genitori devono essere considerati parte integrante del processo di cura e mai semplici visitatori: è ampiamente dimostrato dagli studi di neonatologia che lasciare libere le mamme di stare a contatto con il proprio bambino è importante per favorire lo sviluppo neurologico del neonato e consolidare il rapporto madre-figlio. La presenza materna e paterna, il contatto pelle-a-pelle, il massaggio neonatale e il semplice ascolto della voce dei genitori favoriscono la regolazione emotiva del bambino, lo sviluppo neurologico e l’avvio dell’allattamento, contribuendo in molti casi alla riduzione dei tempi di ricovero.

Un neonato in incubatrice
Un neonato in incubatrice (fonte: Unsplash)

Accanto al contatto fisico, gli interventi precoci di stimolazione sensomotoria e relazionale, la gestione sistematica del dolore e un piano di follow-up neuroevolutivo sono oggi pilastri riconosciuti per migliorare gli esiti a lungo termine. Fondamentale è anche la continuità territoriale della cura, con accesso tempestivo a servizi di riabilitazione e sostegno.

La prematurità comporta rischi variabili in base all’età gestazionale: difficoltà respiratorie legate all’immaturità polmonare, crisi di apnea, ipotermia, ipoglicemia, rischio infettivo, disturbi neurologici e complicanze come la retinopatia del pretermine o l’enterocolite necrotizzante. Anche il prematuro tardivo, nato tra la 34ª e la 36ª settimana, pur apparendo clinicamente più stabile, presenta un rischio aumentato di ipotermia, ipoglicemia, difficoltà alimentari, ittero, infezioni e un maggiore rischio di disturbi neuroevolutivi per il mancato completamento della maturazione cerebrale.

L’alimentazione rappresenta un altro tassello cruciale. La nutrizione del neonato prematuro non serve solo a garantire la sopravvivenza, ma anche a promuovere una crescita armonica e uno sviluppo cognitivo ottimale. Le linee guida dell’ESPGHAN e della SIN raccomandano l’utilizzo di latte materno, o, quando non disponibile, di latte umano donato. Il latte materno è un vero farmaco naturale: protegge da infezioni, favorisce lo sviluppo intestinale e riduce il rischio di complicanze a lungo termine.

Un ruolo cruciale, in particolare per i bambini più fragili, è svolto dalle Banche del Latte Umano Donato, come quella dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, unica struttura di riferimento nel Lazio. Il latte umano è l’alimento ideale per il neonato e risulta particolarmente indicato per i prematuri con peso molto basso alla nascita. Quando non è disponibile il latte della madre, la prima alternativa raccomandata è il latte donato, fondamentale non solo per i prematuri, ma anche per i neonati sottoposti a interventi chirurgici sull’addome, per quelli con cardiopatie congenite, gravi allergie, insufficienza renale cronica, sindromi da malassorbimento o diarree intrattabili.

Il percorso non si conclude con la dimissione: i bambini nati pretermine, soprattutto quelli più piccoli, possono sviluppare difficoltà neuro-evolutive, problemi sensoriali o fragilità emozionali. Per questo gli ospedali garantiscono articolati programmi di follow-up con visite periodiche fino ai 6 anni di età, valutazioni dello sviluppo motorio e cognitivo, controlli oculistici e uditivi e il coinvolgimento degli specialisti necessari.

I controlli periodici sono indispensabili per valutare lo sviluppo neuro-cognitivo, motorio, psicologico e comportamentale del bambino. Dai 24 mesi in poi sarà importante identificare gli esiti minori e approfondire l’evoluzione motoria, neuropsicologica e comportamentale del neonato pretermine. Lo screening e l’intervento da parte di un team multidisciplinare guidato dal neurologo è parte fondamentale della qualità della diagnosi e delle cure nei programmi di follow-up.

Un programma di follow-up realmente utile deve includere anche la presa in carico della famiglia: un corretto counseling e un buon supporto psicologico e socioassistenziale che tenga conto delle difficoltà e dei bisogni dei genitori farà senza alcun dubbio la differenza nel benessere globale del bambino e nella serenità complessiva della famiglia.

Il viola è il colore simbolo della prematurità, e nella giornata di oggi illuminerà ospedali, piazze e monumenti da Nord a Sud. Attraverso la campagna digitale “Kit Viola per i Neonati Prematuri”, la Società Italiana di Neonatologia e Vivere ETS invitano cittadini, scuole e associazioni a partecipare, condividendo sui social foto, disegni o pensieri con gli hashtag ufficiali: #WorldPrematurityDay2025, #GMP2025, #giornatamondialeprematurità.

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