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Home » Salute » Scienza » La lebbra torna a far paura, nuovi casi registrati in Romania e Croazia: siamo in pericolo?

La lebbra torna a far paura, nuovi casi registrati in Romania e Croazia: siamo in pericolo?

Dopo decenni tornano alcuni casi di lebbra nell'Europa dell'Est. Gli esperti rassicurano: il rischio per la popolazione è minimo e la malattia è curabile.
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino16 Dicembre 2025
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infermiera che controlla cartella clinica
infermiera che controlla cartella clinica

Dopo più di quarant’anni senza segnalazioni, la lebbra è tornata a manifestarsi nell’Europa orientale. In Romania sono stati individuati quattro possibili casi tra donne asiatiche che lavoravano in un centro massaggi a Cluj-Napoca, una delle principali città della Transilvania. L’ultimo episodio nel paese risaliva al 1981. Anche la Croazia ha confermato un caso in un cittadino nepalese che vive lì da due anni: è il primo dopo tre decenni, precisamente dal 1993.

La scoperta ha inevitabilmente generato preoccupazione, ma i ministeri della Salute di entrambe le nazioni hanno subito tranquillizzato i cittadini: non c’è nessun pericolo reale per la comunità. La lebbra, che in ambito scientifico viene chiamata morbo di Hansen, si diffonde con grande difficoltà e le autorità hanno attivato immediatamente tutte le misure previste.

Il ministro della Sanità rumeno Alexandru Rogobete ha annunciato venerdì 12 dicembre la conferma di un caso certo, mentre altri tre sono ancora in fase di verifica attraverso analisi cliniche e di laboratorio. Il salone di massaggi è stato chiuso temporaneamente e disinfettato in modo approfondito. Tutti i lavoratori sono stati esaminati e gli investigatori stanno cercando di identificare chiunque possa essere entrato in contatto con le persone contagiate.

In Croazia, Bernard Kaić dell’Istituto croato di sanità pubblica ha raccontato che il paziente si è rivolto circa dieci giorni fa al servizio sanitario di Spalato mostrando segnali sospetti. La diagnosi è arrivata rapidamente e ora la persona sta ricevendo le cure necessarie. Chi ha avuto contatti ravvicinati con il lavoratore ha ricevuto una terapia preventiva, anche se nessuno ha contratto l’infezione. La famiglia dell’uomo, che viene dal Nepal, è costantemente seguita dai medici.

donna in laboratorio
donna in laboratorio (fonte: Unsplash)

La lebbra è provocata da un batterio chiamato Mycobacterium leprae e si propaga attraverso le goccioline che emettiamo quando tossiamo o starnutiamo. Tuttavia, perché avvenga il contagio serve un contatto lungo e continuo con chi è malato. Questo significa che è molto meno contagiosa rispetto all’influenza o al raffreddore comune. Incontri brevi o condividere ambienti non comportano rischi.

Chi si ammala presenta macchie sulla pelle e problemi ai nervi, che provocano perdita di sensibilità e debolezza. La buona notizia è che una volta iniziata la cura, la possibilità di trasmettere la malattia diminuisce velocemente fino a sparire del tutto. Il trattamento dura tra i sei e i dodici mesi e prevede l’uso combinato di farmaci antimicrobici specifici, portando alla guarigione completa.

Nel nostro paese la lebbra è considerata una malattia rara ma non totalmente assente. Esistono strutture specializzate a Genova, Bari, Messina e Cagliari che si occupano di confermare le diagnosi e organizzare le terapie. Per i medici può essere complicato riconoscere la lebbra nei migranti e nei rifugiati provenienti da zone dove la malattia è ancora diffusa, proprio perché in Europa è diventata così insolita.

Il ritorno della lebbra in Europa non dovrebbe stupire più di tanto. Questa malattia ha un periodo di incubazione lunghissimo: dall’infezione ai primi sintomi possono passare da sei mesi fino a dieci anni, a volte anche oltre. Per questo motivo è impossibile scoprirla con i controlli sanitari normali fatti alle persone che arrivano da paesi dove la lebbra esiste ancora.

Organizzazioni italiane come AIFO – Associazione Italiana Amici di Raoul Follereau lavorano per informare correttamente la popolazione e combattere lo stigma che ancora circonda questa malattia. La lebbra rimane un problema significativo in diverse zone dell’Africa, dell’Asia e dell’America Latina, dove le condizioni economiche e sociali favoriscono ancora la sua trasmissione.

Le autorità sanitarie di Romania e Croazia continuano a sorvegliare la situazione con attenzione, confermando che tutti i protocolli sono stati seguiti correttamente. Non c’è motivo di preoccuparsi: la lebbra oggi è completamente guaribile e richiede attenzione ma non costituisce un’emergenza sanitaria.

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