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Home » Innovazione » Scienza » Orionidi 2025, ecco quando vedere le 20 meteore all’ora della cometa di Halley

Orionidi 2025, ecco quando vedere le 20 meteore all’ora della cometa di Halley

Ecco quando osservare le Orionidi, le meteore della cometa di Halley, il picco oggi con ben 20 stelle cadenti all'ora.
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino21 Ottobre 2025
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cielo con stelle cadenti
Cielo con "stelle cadenti" (fonte: Unsplash)
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Il cielo d’autunno si prepara a regalare uno degli spettacoli astronomici più affascinanti dell’anno (già caratterizzato dalla possibilità, nelle ultime ore, di vedere due comete assieme). Le Orionidi, considerate uno degli sciami meteorici principali, stanno per raggiungere il loro picco di attività, offrendo agli appassionati e ai curiosi l’opportunità di ammirare una vera e propria pioggia di stelle cadenti. Ma cosa rende questo fenomeno così speciale? La risposta si trova a milioni di chilometri di distanza, nella scia di una delle comete più celebri della storia.

Le Orionidi sono causate dai detriti di ghiaccio e polvere lasciati dalla cometa 1P/Halley, l’unica cometa visibile ad occhio nudo che può essere osservata due volte nell’arco di una vita umana. Questa cometa a breve periodo completa infatti un’orbita ogni 75-76 anni, e i frammenti che dissemina lungo il suo percorso attraverso il sistema solare sono proprio quelli che, entrando nell’atmosfera terrestre, si incendiano creando le spettacolari scie luminose che conosciamo come stelle cadenti.

La cometa di Halley immortalata l'8 marzo 1986
La cometa di Halley immortalata l’8 marzo 1986 (fonte: Wikipedia)

Il periodo di attività delle Orionidi si estende dal 2 ottobre al 7 novembre, ma è attorno al 21 ottobre, cioè stasera, che lo sciame meteorico raggiunge la sua massima intensità. In quella serata, il Tasso Orario Zenitale sarà di circa 20 meteore all’ora, un numero significativamente superiore a quello di qualsiasi altra pioggia meteorica che si verifica tra ottobre e novembre.

Il punto radiante delle Orionidi si trova nella costellazione di Orione, precisamente a nord della brillante stella Betelgeuse. Tuttavia, le luminose Orionidi possono apparire in qualsiasi parte del cielo, solcando la volta celeste a una velocità impressionante di 66 chilometri al secondo. Questa caratteristica le colloca tra le prime cinque piogge meteoriche per velocità, anche se non sono le più veloci in assoluto.

Proprio la loro elevata velocità rende queste meteore particolarmente spettacolari ma anche relativamente difficili da osservare. Alcune Orionidi, però, compensano questa difficoltà lasciando delle scie luminose composte da pezzetti di detriti incandescenti. Queste tracce persistenti possono durare da pochi secondi fino a un minuto intero, creando un disegno mozzafiato per gli osservatori terrestri. In alcuni casi, lo sciame può dare origine anche ai cosiddetti bolidi, meteore eccezionalmente luminose che superano in brillantezza qualsiasi stella o pianeta visibile nel cielo.

Per quanto riguarda l’osservabilità, le Orionidi offrono un vantaggio significativo: sono visibili sia dall’emisfero boreale che da quello australe, rendendole accessibili a una vastissima porzione della popolazione mondiale. Stasera, inoltre, c’è la Luna Nuova, questo vuol dire che il cielo sarà più scuro e permetterà una visione più chiara delle stelle.  Gli esperti consigliano di cercare le Orionidi a una distanza compresa tra 45 e 90 gradi dal punto radiante nella costellazione di Orione. Questa strategia permette di osservare le meteore nel momento in cui appaiono più luminose e con scie più lunghe, poiché più lontane dal loro punto d’origine vengono osservate, maggiore è la porzione di atmosfera che attraversano nel nostro campo visivo.

Per godere al meglio dello spettacolo, è consigliabile allontanarsi dalle aree urbane e cercare luoghi con scarso inquinamento luminoso. Non sono necessari strumenti particolari: l’osservazione a occhio nudo è la modalità più efficace per apprezzare l’ampiezza dello sciame. È utile concedere agli occhi almeno 20-30 minuti per adattarsi all’oscurità e, se possibile, sdraiarsi o assumere una posizione comoda, dato che l’osservazione ottimale può richiedere pazienza.

 

 

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