Il Premio Nobel per la Medicina 2025 è stato assegnato a Mary E. Brunkow, Fred Ramsdell e Shimon Sakaguchi per le loro scoperte rivoluzionarie sulla tolleranza immunitaria periferica. I tre scienziati hanno identificato i meccanismi fondamentali che impediscono al nostro sistema immunitario di rivoltarsi contro il nostro stesso organismo, aprendo nuove prospettive terapeutiche per malattie autoimmuni, cancro e trapianti.
L’annuncio è stato dato pochi minuti fa dal Comitato Nobel a Stoccolma. Come ha spiegato Olle Kämpe, presidente del Comitato, “le loro scoperte sono state decisive per comprendere il funzionamento del sistema immunitario e il motivo per cui non tutti sviluppiamo gravi malattie autoimmuni”. I vincitori riceveranno un premio di 11 milioni di corone svedesi, circa un milione di euro, e una medaglia d’oro con l’effigie di Alfred Nobel durante la cerimonia del 10 dicembre a Stoccolma.
Ogni giorno il nostro sistema immunitario ci protegge da migliaia di microbi diversi che tentano di invadere il corpo. Questi microrganismi hanno tutti un aspetto differente e molti hanno sviluppato somiglianze con le cellule umane come forma di mimetizzazione. Ma come fa il sistema immunitario a stabilire cosa attaccare e cosa difendere? È proprio questa la domanda fondamentale a cui i tre premiati hanno dato risposta.
La prima scoperta rivoluzionaria risale al 1995, quando Shimon Sakaguchi andò controcorrente rispetto al pensiero scientifico dominante. All’epoca, la maggior parte dei ricercatori era convinta che la tolleranza immunitaria si sviluppasse esclusivamente attraverso l’eliminazione di cellule immunitarie potenzialmente dannose nel timo, un processo chiamato tolleranza centrale. Sakaguchi dimostrò invece che il sistema immunitario è molto più complesso e scoprì una classe di cellule immunitarie precedentemente sconosciuta, capaci di proteggere l’organismo dalle malattie autoimmuni.
Sei anni dopo, nel 2001, Mary Brunkow e Fred Ramsdell fecero l’altra scoperta fondamentale mentre studiavano uno specifico ceppo di topi particolarmente vulnerabile alle malattie autoimmuni. Scoprirono che questi topi presentavano una mutazione in un gene che chiamarono Foxp3. Ancora più importante, dimostrarono che mutazioni nell’equivalente umano di questo gene causano una grave malattia autoimmune chiamata IPEX, che colpisce prevalentemente i bambini maschi.
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The 2025 #NobelPrize in Physiology or Medicine has been awarded to Mary E. Brunkow, Fred Ramsdell and Shimon Sakaguchi “for their discoveries concerning peripheral immune tolerance.” pic.twitter.com/nhjxJSoZEr— The Nobel Prize (@NobelPrize) October 6, 2025
Il collegamento tra queste due scoperte apparentemente separate arrivò nel 2003, quando Shimon Sakaguchi riuscì a unire i pezzi del puzzle. Dimostrò che il gene Foxp3 regola lo sviluppo delle cellule che aveva identificato nel 1995. Queste cellule, oggi conosciute come cellule T regolatrici, funzionano come le guardie di sicurezza del sistema immunitario: monitorano costantemente altre cellule immunitarie e garantiscono che il nostro sistema immunitario tolleri i nostri tessuti, evitando di attaccarli.
Come ha sottolineato il Comitato Nobel, “il sistema immunitario è molto potente e ha bisogno di freni, altrimenti rischia di attaccare i nostri stessi organi”. Le cellule T regolatrici rappresentano esattamente questo meccanismo di controllo, un sistema di sicurezza biologico che previene l’autodistruzione.
Le scoperte dei tre vincitori hanno dato il via a un intero campo di ricerca sulla tolleranza periferica, con implicazioni mediche straordinarie. Attualmente sono in fase di sperimentazione clinica numerosi trattamenti basati su queste conoscenze, destinati alla cura del cancro, delle malattie autoimmuni e al miglioramento dell’efficacia dei trapianti di organi. Comprendere come il sistema immunitario distingue tra ciò che deve attaccare e ciò che deve proteggere potrebbe rivoluzionare la medicina nei prossimi decenni.
Il Premio Nobel per la Medicina è il primo dei riconoscimenti assegnati quest’anno. Martedì 7 ottobre saranno annunciati i vincitori per la fisica, mercoledì 8 per la chimica, giovedì 9 per la letteratura e venerdì 10 per la pace. Il ciclo si concluderà lunedì 13 ottobre con il premio per l’economia. L’anno scorso il premio per la medicina era stato assegnato agli americani Victor Ambros e Gary Ruvkun per la scoperta dei microRNA, piccoli frammenti di materiale genetico che fungono da interruttori genetici all’interno delle cellule.
I premi Nobel vengono assegnati dal 1901 agli scienziati che “più hanno contribuito al bene dell’umanità”, secondo le volontà di Alfred Nobel, il chimico e imprenditore svedese che brevettò la dinamite nel 1867 e che volle essere ricordato per ragioni ben diverse dalla scoperta di un nuovo esplosivo. La cerimonia di premiazione del 10 dicembre, anniversario della morte di Nobel nel 1896, vedrà il re di Svezia ospitare i vincitori per un banchetto e un ballo a Stoccolma.



