La produzione di carne rappresenta una delle sfide ambientali più urgenti del nostro tempo. L’allevamento animale consuma quantità enormi di acqua, occupa vaste estensioni di terra e rilascia gas serra in un’atmosfera già satura. Caloria per caloria, la carne è uno degli alimenti con il maggiore impatto ambientale. Mentre i ricercatori esplorano soluzioni alternative, dalle bistecche coltivate in laboratorio agli hamburger vegetali che imitano il sapore della carne, una nuova scoperta potrebbe cambiare le regole del gioco: un fungo potenziato attraverso la tecnologia CRISPR.
Un team di scienziati dell’Università di Jiangnan a Wuxi, in Cina, guidato dal professor Xiao Liu, ha modificato geneticamente il Fusarium venenatum, il fungo già utilizzato nei prodotti commerciali a base di mico-proteine come Quorn. Il risultato è una fonte proteica che supera persino il pollo in termini di sostenibilità e valore nutrizionale.
“C’è una domanda crescente per proteine migliori e più sostenibili per l’alimentazione”, spiega Xiao Liu. L’obiettivo del team era ottimizzare un fungo già in uso, ma senza introdurre DNA estraneo. Utilizzando le molecolari forbici molecolari note come CRISPR/Cas9, i ricercatori hanno eseguito modifiche genetiche “invisibili”, rimuovendo specifici geni già presenti nel DNA del fungo stesso.
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Questa distinzione è cruciale: poiché le modifiche imitano mutazioni naturali che potrebbero teoricamente verificarsi spontaneamente, le agenzie regolatorie statunitensi attualmente non richiedono i test o le etichettature obbligatorie per gli organismi geneticamente modificati tradizionali. Tecnicamente, non si tratta nemmeno di un prodotto OGM nel senso classico del termine.
Il team di ricerca ha puntato su due aree specifiche del genoma del fungo. In primo luogo, hanno eliminato i geni responsabili della costruzione di pareti cellulari spesse e difficili da digerire, composte di chitina. In secondo luogo, hanno modificato il modo in cui il fungo elabora il carbonio. Il ceppo risultante, denominato FCPD, è più snello, più efficiente e significativamente più commestibile.
Assottigliando le pareti cellulari, i ricercatori hanno reso le proteine contenute all’interno molto più accessibili per il nostro organismo. Il nuovo ceppo vanta un aumento del 32,9% nell’indice degli amminoacidi essenziali, la metrica che determina quanto una proteina sia effettivamente benefica per la nutrizione umana.
Le mico-proteine standard sono già considerate sostenibili rispetto alla carne bovina, ma richiedono ancora grandi quantità di zucchero, specificamente glucosio, per crescere. Questo nuovo ceppo fungino rappresenta invece una meraviglia metabolica: cresce l’88,4% più velocemente del suo parente selvatico e, aspetto cruciale, richiede il 44,3% in meno di zucchero per produrre la stessa quantità di biomassa.
Poiché il fungo consuma meno risorse, serve meno terreno per coltivare le colture che lo alimentano. L’analisi del ciclo di vita condotta nello studio, che calcola il costo ambientale totale di un prodotto, dimostra che questo nuovo ceppo riduce il potenziale di riscaldamento globale fino al 61% rispetto al tipo selvatico, a seconda del luogo di produzione.
Ma le caratteristiche più importanti riguardano il profilo nutrizionale. Confrontando questo fungo modificato con altre fonti proteiche, i risultati sono sorprendenti. È più pulito e più ecologico del pollo, considerato lo standard di efficienza dell’industria della carne. Maiale e manzo hanno un impatto ambientale molto peggiore del pollo e, sotto molti aspetti, sono anche meno salutari.
Ancora più inaspettatamente, supera di gran lunga la carne coltivata in laboratorio in termini di sostenibilità. Coltivare cellule di carne in laboratorio richiede quantità enormi di energia, mentre far crescere questo fungo no.
I ricercatori hanno inoltre condotto test di sicurezza approfonditi. Quando si manipolano i funghi, esiste sempre la preoccupazione delle micotossine, sottoprodotti pericolosi che possono causare malattie. Nel nuovo ceppo non è stata rilevata alcuna traccia di queste sostanze. È pulito, sicuro e pronto per arrivare sulle tavole.
Il sapore è molto simile a quello della carne, e studi precedenti hanno dimostrato che sostituire la carne rossa con mico-proteine può ridurre significativamente i problemi cardiovascolari in sole due settimane. Tuttavia, molte persone rimangono riluttanti a provare alimenti geneticamente modificati.
La buona notizia è che questo prodotto non rientra nella categoria degli OGM tradizionali. Si tratta piuttosto di un processo simile alla selezione agricola tradizionale, ma accelerato. Per millenni, gli agricoltori hanno incrociato colture sperando in mutazioni fortunate che producessero frutti più grandi o piante più resistenti. Questo nuovo metodo elimina semplicemente l’elemento della casualità, rimuovendo con precisione geni specifici già presenti nell’organismo.
La tecnologia potrebbe rappresentare una svolta decisiva nella ricerca di fonti proteiche sostenibili. Con una popolazione mondiale in crescita e risorse limitate, innovazioni come questa potrebbero contribuire a garantire la sicurezza alimentare riducendo al contempo l’impatto ambientale della produzione di cibo.



