Alzi la mano chi non ha sognato, almeno una volta, di volare da una parte all’altra del mondo in uno schiocco di dita. Fantascienza? Fino a ora sì. Adesso, però, la Fisica quantistica sembra essere arrivata al punto. Almeno per quanto riguarda le particelle (per il teletrasporto a la Star Trek dobbiamo aspettare ancora) Grazie a un gruppo di ricercatori dell’Università di Osaka che ha individuato per la prima volta il cosiddetto stato W, una configurazione particolare di entanglement quantistico che potrebbe rappresentare la chiave di volta per il teletrasporto delle informazioni su scala subatomica. Ma di cosa si tratta esattamente e perché è così rivoluzionaria questa scoperta?
La fisica quantistica studia il comportamento di atomi e particelle subatomiche che seguono principi molto diversi da quelli che osserviamo nella vita quotidiana. Tra questi, il fenomeno della sovrapposizione: una particella può esistere in più stati contemporaneamente, può essere sia bianca che nera, sia qui che là, fino al momento in cui viene osservata e automaticamente collassa in un solo singolo stato.
Ancora più affascinante è il concetto di entanglement quantistico, o correlazione quantistica, un fenomeno che significa che due o più particelle sono profondamente legate e che lo stato di una particella dipende strettamente dallo stato dell’altra, anche se sono molto distanti.

Il team giapponese dell’Università di Osaka è riuscito nell’impresa di identificare l’entanglement quantistico in un metallo ordinario, una lega di cerio, rodio e stagno. Gli scienziati hanno esaminato le proprietà elettroniche di questa lega, studiando le caratteristiche particolari della struttura cristallina quando viene colpita da impulsi di luce. Analizzando il riflesso della luce, è stato possibile vedere come si comportano gli elettroni all’interno del materiale.
Ebbene, il comportamento degli elettroni è stato considerato piuttosto anomalo, portando i ricercatori a riconoscere per la prima volta una condizione detta di entanglement di tipo W in un metallo solido. Da anni creare e mantenere stati di entanglement è uno dei propositi più ambiziosi della fisica, ma è un’impresa davvero difficile. L’esperimento giapponese dimostra che ciò è possibile in materiali solidi e a temperature relativamente gestibili, senza dover ricorrere a condizioni estreme come il quasi zero assoluto o materiali estremamente rari.
Purtroppo, e ci piange il cuore, tutto questo, come detto, non porterà al teletrasporto di Star Trek, ma a trasmettere informazioni nello spazio in modo istantaneo, sicuro e stabile. Quindi, visto che l’entanglement è l’elemento sostanziale alla base dei computer quantistici, la scoperta porta finalmente a “stabilizzarlo”.
Continueremo a sognare il teletrasporto, però.



