Un nome italiano sta per entrare nell’Olimpo dei più ricchi del mondo, sfidando colossi come Elon Musk e Jeff Bezos. Si tratta di Giancarlo Devasini, fondatore, presidente e maggiore azionista di Tether, la società dietro la più grande stablecoin del pianeta. Con un ambizioso progetto di espansione che mira a una valutazione di 500 miliardi di dollari, Devasini potrebbe vedere le sue azioni valere ben 224 miliardi di dollari. Ma cos’è Tether, e come funziona questo gigante della finanza digitale che sta generando profitti astronomici e sollevando interrogativi sulla sua trasparenza?
Originario di Casale Monferrato, Giancarlo Devasini ha un percorso professionale tutt’altro che convenzionale. Laureato in medicina, ha abbandonato la professione di chirurgo plastico per dedicarsi al mondo della finanza e, in seguito, a quello delle criptovalute. Oggi è la mente e il motore di Tether, l’azienda con base operativa a Lugano che gestisce la stablecoin più utilizzata al mondo, la USD₮. Insieme al CEO Paolo Ardoino, Devasini è al centro di una rivoluzione finanziaria che potrebbe ridefinire gli equilibri del potere economico globale.
Un ponte tra mondi finanziari
Per comprendere la portata del fenomeno Tether, è fondamentale capire cos’è una stablecoin. A differenza delle criptovalute volatili come Bitcoin, le stablecoin sono valute digitali “stabili” perché ancorate a un valore fisso, tipicamente il dollaro americano. La USD₮ di Tether vale un dollaro e funge da ponte essenziale tra il denaro tradizionale e il mondo digitale. Viene utilizzata per pagamenti, trasferimenti internazionali basati sulla tecnologia blockchain e dai trader per “parcheggiare” i propri fondi tra un investimento e l’altro in criptovalute, offrendo un rifugio dalla loro intrinseca volatilità.
Il mercato delle stablecoin è un settore che supera i 300 miliardi di dollari, e oltre la metà è controllata da Tether. La sua USD₮ ha una capitalizzazione di mercato superiore a 131 miliardi di dollari, rendendola leader indiscussa. Nel solo 2024, Tether ha dichiarato profitti netti record di oltre 13 miliardi di dollari, un dato che evidenzia una crescita esponenziale e una redditività senza precedenti nel settore.
Il meccanismo dietro la stabilità
La stabilità della USD₮ è garantita da riserve che dovrebbero eguagliare il valore delle stablecoin in circolazione. Le riserve più “sicure” sono considerate i titoli di stato statunitensi a breve termine, i cosiddedetti Treasury bond, che possono essere liquidati velocemente anche in caso di massicce richieste di conversione in dollari veri. È proprio incassando gli interessi su questi Treasury bond che Tether e i suoi concorrenti realizzano i loro profitti.
Secondo l’ultimo rapporto della società di revisione BDO Italia, circa l’80% delle riserve di Tether è costituito da T-bond. Il restante 20% è investito in oro, altri metalli preziosi, Bitcoin, prestiti garantiti e altri investimenti, stimati in modo “equo”, sebbene la liquidità di questa porzione non sia sempre chiaramente specificata.

Trasparenza e controversie
Nonostante il successo stratosferico, il percorso di Tether è stato segnato da numerose incognite e controversie, soprattutto riguardo alla trasparenza delle sue riserve. La differenza abissale nei profitti dichiarati rispetto al suo principale concorrente, Circle (che ha dichiarato 156 milioni di dollari nel 2024), alimenta il dibattito. Circle, fondata da Jeremy Allaire e quotata alla Borsa di New York, si distingue per un approccio estremamente trasparente, con bilanci certificati mensilmente da Deloitte dal 2021.
Tether, al contrario, ha affrontato in passato l’accusa di non avere abbastanza dollari liquidi a garanzia delle sue stablecoin, culminata nel 2021 con il pagamento di una multa di 41 milioni di dollari alla Commissione statunitense di controllo sul mercato dei futures (CFTC) per chiudere una causa senza ammissione di colpa. Le attestazioni trimestrali di “ragionevole sicurezza” fornite da BDO Italia non sono considerate una revisione completa, alimentando preoccupazioni e un “umore da bolla speculativa” sul mercato.
Alleanze strategiche e nuove regole
Per navigare il complesso panorama regolamentare statunitense e consolidare la propria credibilità, Tether ha stretto importanti alleanze. Un elemento cruciale è il rapporto consolidato con Cantor Fitzgerald, la finanziaria che Howard Lutnick ha guidato fino a febbraio 2025 prima di diventare ministro del Commercio nel governo di Donald Trump. Cantor Fitzgerald gestisce le riserve di Tether in Treasury bond e detiene circa il 5% del capitale della società, un asset strategico che ha facilitato il rafforzamento finanziario e operativo.
In risposta alle nuove normative statunitensi, come il Genius Act introdotto nel luglio 2025, che richiede maggiore trasparenza e certificazione dei bilanci, Tether ha annunciato il lancio di una nuova stablecoin denominata Usat. Questa nuova valuta è progettata per rispettare pienamente le nuove regole e garantire una governance solida con leadership americana fin dal primo giorno, sotto la guida di Bo Hines, ex direttore esecutivo del Consiglio sulle criptovalute nella Casa Bianca sotto l’amministrazione Trump.
Il percorso di Giancarlo Devasini e Tether verso la vetta della ricchezza mondiale è un esempio lampante di come il mondo della finanza digitale stia rapidamente evolvendo. Tra profitti record, strategie innovative e la costante attenzione delle autorità di regolamentazione, Tether continua ad avere un ruolo chiave, dimostrando la capacità di un’azienda, guidata da un italiano, di riscrivere le regole del gioco finanziario globale.



