C’è un filo rosso che lega le tavole di tutto il mondo alla piccola cittadina di Amatrice, nel Lazio: è il sugo saporito di una delle ricette più amate del patrimonio italiano. Per onorare questa eccellenza, il 6 marzo 2026 debutterà ufficialmente l’International Amatriciana Day. Non si tratta solo di una festa per il palato, ma di un’iniziativa globale nata per proteggere la storia di un territorio e la purezza dei suoi ingredienti.
La scelta della data non è casuale, ma celebra un traguardo fondamentale per la gastronomia europea. Il 6 marzo 2020, infatti, l’Unione Europea ha ufficialmente iscritto l’Amatriciana Tradizionale nel registro delle STG (Specialità Tradizionale Garantita). Questo riconoscimento legale è uno scudo che protegge la ricetta originale dai falsi, stabilendo con precisione quali ingredienti possono essere utilizzati e come devono essere lavorati. Festeggiare in questa data significa quindi ribadire l’importanza dell’autenticità contro le troppe imitazioni che circolano all’estero.
Molti la associano alla cucina romana, insieme alla Carbonara (che si celebra il 6 aprile e sulla cui ricetta originale si dibatte ancora oggi) e alla Cacio e Pepe, ma la vera anima del piatto risiede ad Amatrice. Per l’occasione, l’Associazione dei Ristoratori e degli Albergatori di Amatrice (ARAM) ha ricordato le regole ferree per definire un piatto “Amatriciana STG”:
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il guanciale: deve essere rigorosamente guanciale amatriciano, mai pancetta o bacon.
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Il formaggio: si utilizza un Pecorino dal gusto sapido ma equilibrato, capace di sposarsi con il pomodoro senza coprirne la dolcezza.
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I grandi esclusi: la ricetta ufficiale vieta tassativamente l’uso di aglio, cipolla o panna. Chi li aggiunge, sta cucinando un altro piatto, non l’Amatriciana.

Il lancio di questa giornata internazionale ha un valore profondo che va oltre la cucina. Nel 2026 ricorreranno infatti dieci anni dal terribile terremoto che ha devastato Amatrice e le zone circostanti. L’Amatriciana Day è dunque un messaggio di resilienza e ricostruzione. Celebrare questo piatto nel mondo significa sostenere l’economia di un intero territorio, quello della provincia di Rieti, e trasformare Amatrice in una meta fissa per il turismo gastronomico tutto l’anno, non solo durante la celebre sagra di agosto.
Sebbene il cuore della festa sia il 6 marzo, le celebrazioni si estenderanno per tutto il fine settimana, dall’8 al 10 marzo. A Roma: verrà presentato ufficialmente il logo internazionale dell’evento e si terrà un seminario presso l’Università Roma Tre sul cibo come patrimonio immateriale dell’umanità. Ad Amatrice: sarà allestita una gigantesca cucina all’aperto per accogliere migliaia di “pellegrini del gusto”. Nel mondo: migliaia di ristoranti, da New York a Tokyo, sono invitati a inserire nel proprio menù la versione certificata STG, spiegando ai clienti la storia che si cela dietro ogni boccone.
