“Io sono sempre stata bella”. Con questa frase, BigMama (all’anagrafe Marianna Mammone) ha messo a tacere l’ennesima ondata di giudizi sul suo aspetto fisico. Tutto è partito da un video pubblicato su TikTok, dove l’artista irpina si mostra visibilmente trasformata: una silhouette più asciutta e lunghi capelli biondi mentre interpreta un brano di Jhosef. Tra i milioni di spettatori, una follower ha commentato: “Finalmente! Adesso sei davvero bella”, scatenando l’immediata reazione della cantante.
Per BigMama, quella parola, “finalmente”, nascondeva un’insidia: l’idea che la bellezza sia un traguardo raggiungibile solo conformandosi a determinati standard di peso. La sua replica non è solo un atto di difesa personale, ma un pilastro della sua filosofia di vita: l’autodeterminazione. Marianna rivendica il diritto di piacere a sé stessa in ogni sua versione, presente o passata, respingendo l’idea che il suo valore estetico sia legato alla taglia dei pantaloni.
Il web si è spaccato di fronte al suo cambiamento. Se da una parte migliaia di fan hanno applaudito la sua coerenza, dall’altra sono emersi commenti velenosi. C’è chi l’ha accusata di aver “tradito” la body positivity per essersi adattata ai canoni classici, e chi ha ironizzato suggerendo di cambiare il nome d’arte in “LittleMama”. Queste critiche ignorano però un punto fondamentale: accettare il proprio corpo non significa congelarlo, ma essere liberi di evolvere senza dover fornire giustificazioni.
@bigmamaalmicTropp vrenzolell😍♬ suono originale – 🦅Desilva🦅
La storia di BigMama va ben oltre l’estetica. Nel 2020 le è stato diagnosticato un linfoma di Hodgkin, una sfida che l’ha portata ad affrontare cicli di chemioterapia a soli vent’anni. Quel corpo che oggi molti si permettono di giudicare è lo stesso che l’ha sostenuta nella battaglia contro il cancro, un concetto che l’artista aveva già espresso con forza sul palco del Primo Maggio: “Questo corpo mi ha dato molto e mi ha tolto altrettanto… io lo perdono. Perché non dovreste farlo anche voi?”.
Il video virale diventa quindi l’ennesimo capitolo di una battaglia culturale. BigMama, reduce dal successo sanremese di “La rabbia non ti basta”, continua a dimostrare che la vera rivoluzione non sta nel rimanere uguali a se stessi, ma nel difendere la propria autenticità in ogni fase del percorso. La sua risposta è un invito per tutti i giovani lettori: la bellezza non è un punto di arrivo, ma una consapevolezza che deve accompagnarci sempre, a prescindere dalle trasformazioni che la vita, o le scelte personali, ci portano ad affrontare.



