Esistono attori la cui immagine diventa un’eredità collettiva, capaci di segnare la memoria storica di un Paese intero. Kabir Bedi, nato il 16 gennaio 1946 a Lahore (nell’allora India britannica), appartiene a questa ristretta cerchia. Sebbene la sua carriera abbia attraversato tre continenti, per il pubblico italiano Bedi rimarrà per sempre l’unica, autentica Tigre di Mompracem. Ed è in questa veste che figura questa sera tra i superospiti di Sanremo 2026 al fianco del suo “omologo” Can Yaman.
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La formazione di Kabir Bedi è il risultato di un crocevia culturale straordinario. Suo padre, Baba Pyare Lal Bedi, era un filosofo sikh discendente dal fondatore della religione stessa. La madre, l’inglese Freda Bedi, fu un’attivista politica vicina a Gandhi che scelse un percorso spirituale radicale: nel 1972 divenne la prima donna occidentale a ricevere l’ordinazione completa come monaca buddhista tibetana. Questo clima di tolleranza portò lo stesso Kabir, a soli dieci anni, a vivere l’esperienza del monachesimo in Birmania per un breve periodo.
Dopo gli studi d’élite a Delhi e i primi passi a Bollywood, la vita di Bedi cambiò nel 1976. Il regista Sergio Sollima lo scelse per interpretare il pirata malese nato dalla penna di Emilio Salgari. Lo sceneggiato fu un trionfo senza precedenti: ancor prima dell’arrivo dei cartoni animati giapponesi, l’Italia fu travolta dalla “Sandokan-mania”. Fu il primo vero fenomeno di consumo per ragazzi, con milioni di maschere, magliette e poster che ritraevano lo sguardo magnetico dell’attore indiano.
La fama europea spalancò a Bedi le porte del cinema internazionale. Nel 1983 entrò nel mito di James Bond interpretando il possente Gobinda in Octopussy – Operazione piovra, diventando un volto noto anche negli Stati Uniti. Il suo curriculum americano vanta partecipazioni a serie leggendarie come Magnum P.I., Supercar e La Signora in Giallo.
Negli anni Novanta, Bedi consolidò la sua popolarità televisiva entrando nel cast della soap opera Beautiful. Nel ruolo del Principe Omar, l’uomo che salvò Taylor da un incidente aereo portandola nel suo regno in Marocco, l’attore portò sul piccolo schermo un fascino regale che sembrava cucito su misura per lui.
Nonostante il ritorno in India dopo 25 anni trascorsi all’estero, Bedi non ha mai reciso il cordone ombelicale con l’Italia. Dalla partecipazione a Un medico in famiglia ai reality show, fino alla nomina a Cavaliere al Merito della Repubblica nel 2010, il legame è rimasto costante.
Oggi l’attore vive a Mumbai con la moglie Parveen Dusanj e dedica gran parte delle sue energie alla solidarietà. Dal 2019 è infatti ambasciatore di Care and Share, organizzazione impegnata nel sostegno all’infanzia povera in India. Kabir Bedi ha avuto tre figli, Pooja e Siddarth nati dal matrimonio con Protima Bedi e poi Adam, nato dalle nozze con Susan Humphreys.
Siddarth, purtroppo, si tolse nel 1997. Il ragazzo aveva 25 anni ed era affetto da schizofrenia depressiva. “È stato il momento più doloroso della mia vita. Ha preso questa decisione dopo aver avuto una discussione con me. Io volevo impedirglielo ma lui era determinato a farlo. Non c’è dolore più grande di perdere un figlio e io mi sento in colpa”.



