Dopo cinque anni di assenza dalle sale cinematografiche, Checco Zalone torna il 25 dicembre con Buen Camino, un film che segna anche il ritorno della collaborazione con il regista Gennaro Nunziante. In un’intervista al Corriere della Sera, Luca Medici ha rotto il silenzio sulla rottura professionale con lo storico produttore Pietro Valsecchi, rispondendo con il suo caratteristico sarcasmo alle recenti dichiarazioni di quest’ultimo.
La nuova pellicola racconta la storia di un padre ricchissimo che si ritrova a seguire la figlia diciassettenne lungo il cammino di Santiago di Compostela. Un papà che ha ereditato una fortuna senza merito, quotando in Borsa una piccola azienda di divani, e che non fa nulla nella vita, andando fiero di questo status. Il personaggio, interpretato da Zalone con una parrucca bionda professionale realizzata in un mese e mezzo, intraprende un percorso di avvicinamento a una figlia che non aveva mai davvero considerato.
Quando gli viene chiesto della recente intervista in cui Valsecchi ha dichiarato di aver allontanato Nunziante per questioni economiche e ha descritto il comico come ossessionato dal denaro, Zalone risponde con ironia tagliente. Il produttore storico aveva anche affermato che Tolo Tolo sarebbe stato realizzato per piacere all’intelligentsia di sinistra, una lettura che l’attore pugliese ribalta completamente:
“In realtà, sono attento al denaro proprio per poter finalmente piacere all’intelligentsia di sinistra“.

Il riferimento più pungente riguarda gli incassi di Tolo Tolo, che ha raggiunto i 48 milioni di euro rispetto ai 65 milioni di Quo vado. «C’è un Burri in meno nel salone di Valsecchi. Uno spazio vuoto nella parete. Che dolore», commenta Zalone, alludendo alla differenza economica tra i due film e al gusto del produttore per l’arte contemporanea.
Per questo nuovo progetto, l’attore ha cambiato casa di produzione, affidandosi a Indiana production e ai produttori Marco Cohen e Benedetto Habib, descritti come «simpaticissimi». Il film è stato girato interamente lungo il cammino francese di Santiago, da Saint-Jean Pied de Port a Leon, passando per Pamplona e Burgos. «Un’esperienza fantastica», racconta Zalone, anche se ammette che il team ha percorso il tragitto in macchina e che la dieta locale a base di carne gli ha fatto salire il colesterolo a 350.
Nel cast del film compare la giovane Letizia Arnaud, che interpreta la figlia Cristal, nome scelto come lo champagne. L’attrice ha diciassette anni sia nel film che nella vita reale. Zalone conferma la sua preferenza per attrici brave ma non eccessivamente conosciute, citando i successi di Ivana Lotito ed Eleonora Giovanardi nei film precedenti. Questa volta si innamora di un’attrice spagnola, Beatriz Argiona, descritta come «bella e interessante».
L’intervista tocca anche aspetti personali della vita del comico. Zalone ha due figlie, Gaia di quasi tredici anni e Greta di quasi dieci, che sta crescendo con le sfide tipiche dell’adolescenza. La maggiore pratica equitazione quotidianamente, uno sport che il padre definisce «bellissimo ma impegnativo». «Il cavallo lo devi curare, farlo girare ogni giorno. Se ti fai vedere dopo una settimana il cavallo è incazzatissimo e te la fa pagare», spiega. Ha già comprato tre cavalli per la figlia, l’ultimo dei quali si chiama Etta, ammettendo con autoironia che in Puglia era abituato a mangiarli nelle braciole.
Riguardo alla vita privata, conferma la separazione dalla compagna storica, con cui non si era mai sposato ufficialmente, precisando però che mantengono buoni rapporti. Sul gossip che lo voleva legato sentimentalmente a Virginia Raffaele, Zalone scherza raccontando di averla rivista recentemente per la prima volta dai tempi del video sul Covid e l’immunità di gregge: «Ci abbiamo riso su. In realtà, Virginia sa che non glielo darò mai».
Sua mamma, Antonietta Capobianco, si candidò col PCI e prese 20 voti. Il nonno, Pasquale, fascista. Alla domanda se voglia piacere alla sinistra, risponde netto: «Non mi sono mai posto il problema di piacere a qualcuno. Non penso di essere mai stato parac..o».
Sempre per quanto riguarda la politica, Zalone ne ha per tutti:
“Le elezioni le perdo sempre. Nel 1996 votai Berlusconi secco, e perse. Nel 2013 votai Renzi, e perse. Ma in fondo Berlusconi e Renzi erano la stessa cosa…“.
La famiglia allargata di Zalone include il fratello Fabio, identico a lui ma che lavora come steward per Air Dolomiti, e Francesco detto Checco, che collabora a tutte le sue attività e gli fa da guardia del corpo grazie al «collo taurino e una forza sovrumana». Le figlie hanno già inviato la lettera a Babbo Natale via WhatsApp, con richieste modulate in base al reddito dei parenti: dalla cover per iPad ai nonni all’iPhone 17 Pro al padre, richiesta che Zalone commenta con un secco rifiuto.
Buen Camino uscirà nelle sale il 25 dicembre, con alcuni spettatori che hanno già acquistato i biglietti per la notte del 24. Una scelta di distribuzione che Zalone attribuisce a produttori e distributori, scherzando sul fatto di non aver mai capito cosa faccia realmente un produttore: «Tesse rapporti, fa le cene, apre bottiglie». E se va bene, aggiunge, mette i soldi e ne fa.



