Il film dedicato a Michael Jackson ha riscritto i record del cinema mondiale, conquistando la vetta del botteghino globale con cifre che superano ogni aspettativa. Michael, diretto da Antoine Fuqua e interpretato da Jaafar Jackson, nipote del leggendario cantante, ha incassato 217 milioni di dollari a livello mondiale nel suo primo weekend di programmazione, affermandosi come il miglior esordio di sempre per un biopic.
Il traguardo è particolarmente significativo perché supera il precedente record detenuto da Oppenheimer di Christopher Nolan, che aveva debuttato con 82,4 milioni di dollari. Ma con 97 milioni raccolti solo in Nord America e 120,4 milioni provenienti da 82 mercati internazionali, il film su Michael Jackson ha polverizzato anche il primato dei biopic musicali, precedentemente nelle mani di Bohemian Rhapsody che nel 2018 aveva esordito con 122 milioni di dollari complessivi.
In Italia, Michael ha dominato il boxoffice del weekend raccogliendo 6,4 milioni di euro in cinque giorni, secondo i dati Cinetel. Il fenomeno era prevedibile data la popolarità globale del Re del Pop e la sua colonna sonora irresistibile, ma le dimensioni del successo hanno sorpreso persino gli analisti di settore. Prima del weekend, infatti, le stime parlavano di circa 75 milioni di dollari negli Stati Uniti e 150 milioni a livello mondiale: la realtà, però, ha abbondantemente superato queste previsioni.
Particolarmente interessante, comunque, è il contrasto tra il successo di pubblico e l’accoglienza della critica. Le recensioni sono state per lo più negative, con diversi critici che hanno accusato il film di offrire una visione edulcorata della vita di Michael Jackson. La narrazione, infatti, si conclude prima che il cantante debba affrontare le controverse accuse che hanno segnato la seconda metà della sua esistenza. Nonostante questo, il pubblico ha risposto con un entusiasmo straordinario, dimostrando ancora una volta come il giudizio popolare possa divergere nettamente da quello degli esperti.
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La produzione di Michael è costata quasi 200 milioni di dollari, una cifra insolitamente alta per un biopic musicale. Questo budget elevato è dovuto ai corposi reshoot che hanno caratterizzato l’ultimo anno di lavorazione. La famiglia Jackson, infatti, aveva imposto una clausola contrattuale che vietava di rappresentare Jordan Chandler, il primo ad accusare il cantante di molestie, in qualsiasi produzione cinematografica. Per rispettare questo accordo, dunque, è stato necessario eliminare tutto il materiale relativo a questa parte della storia, costringendo la produzione a girare nuovamente numerose scene del terzo atto.
Gli eredi di Michael Jackson, inoltre, hanno contribuito personalmente con 50 milioni di dollari per finanziare questi cambiamenti, dividendosi i costi con Lionsgate e Universal, che ha distribuito il film a livello internazionale. I reshoot, tuttavia, hanno anche prodotto materiale aggiuntivo già pronto per un potenziale sequel, una prospettiva che ora appare sempre più concreta dato il successo commerciale.
Gli analisti prevedono che Michael supererà i 700 milioni di dollari entro la fine della sua programmazione nelle sale, rendendo già recuperato il considerevole investimento iniziale. I mercati internazionali più redditizi includono Regno Unito e Irlanda con 15,6 milioni di dollari, Francia con 10,1 milioni, Messico con 9,7 milioni, Brasile con 8,2 milioni e Italia con 8 milioni. Il film uscirà nei prossimi giorni anche in Giappone, dove Michael Jackson gode di una popolarità straordinaria, potenzialmente aggiungendo ulteriori incassi significativi al totale globale.
La colonna sonora, elemento centrale del film, include le canzoni più celebri del Re del Pop e rappresenta uno dei principali punti di forza della produzione. L’impatto emotivo della musica di Michael Jackson, combinato con le spettacolari sequenze di ballo ricreate per il grande schermo, ha contribuito in modo determinante al successo presso il pubblico di tutte le età.
