Riaprirà alle 10.00 di questa mattina la camera ardente per Ornella Vanoni, scomparsa venerdì 21 novembre all’età di 91 anni nella sua casa milanese. La camera ardente è stata allestita al Piccolo Teatro Paolo Grassi, luogo a cui l’artista era profondamente legata e dove aveva calcato il palco innumerevoli volte. La bara di legno chiaro, semplice ed elegante, è stata posizionata ai piedi del palco, circondata da due cuscini di girasoli. Alle sue spalle i gonfaloni di Regione Lombardia e Comune di Milano, insieme alla corona di fiori del Piccolo Teatro. Le note di “Domani è un altro giorno” hanno accolto chi è entrato per l’ultimo saluto.
Oggi a Milano sarà il lutto cittadino. Nel primo pomeriggio, alle 14.45, i funerali nella chiesa di San Marco a Brera. “Milano non la dimenticherà“, ha dichiarato il primo cittadino Beppe Sala, ricordando come la stessa Vanoni avesse ironizzato in passato chiedendo che le venisse dedicata un’aiuola.
Tra i primi ad arrivare al Piccolo Teatro, sabato mattina, la cantante Emma Marrone e il conduttore Fabio Fazio. Il flusso di volti noti e comuni cittadini è stato continuo per tutta la mattinata: Fiorella Mannoia, Arisa, Lella Costa, lo stilista Antonio Marras, Simona Ventura con il marito Giovanni Terzi, Francesco Gabbani e la senatrice a vita Liliana Segre hanno portato il loro tributo all’artista.
Alba Parietti l’ha definita “una donna eroica e coraggiosa sia nella vita privata sia nelle scelte di carriera. Ha un repertorio immenso che resterà con noi”. Francesco Gabbani ha parlato della sua “eleganza anarchica”, mentre Arisa ha sottolineato che “gli artisti non dovrebbero morire mai e in un certo senso non muoiono perché rimangono con noi attraverso quello che fanno”.
Simona Ventura, visibilmente commossa, ha raccontato: “Mi mancherà la sua generosità, era donna diretta, sarcastica e ironica, parlavamo per ore. Era unica, la più grande di tutti. Domani è un altro giorno è la canzone della mia vita”. Paolo Jannacci, figlio del grande Enzo, ha commentato: “Milano saprà ricordarla come merita. Oggi c’è una testimonianza di affetto della città straordinaria”.
Lella Costa ha sottolineato il valore artistico della collaborazione con il trombettista jazz Paolo Fresu: “Perdiamo una grande interprete della canzone italiana e internazionale. Il binomio con Fresu è stato unico pur essendo mondi musicali diversi. Aveva un rapporto di grande amore con Milano ma la criticava quando vedeva qualcosa che non le piaceva”.
Proprio Paolo Fresu, grande amico e collaboratore di Vanoni da anni, suonerà la tromba durante i funerali, come ripetutamente richiesto dalla stessa artista.



