Moana Pozzi, nome d’arte di Anna Moana Rosa Pozzi, è stata molto più di un’icona della pornografia italiana. Nata a Genova il 27 aprile 1961, la sua vita è stata segnata da tante esperienze che l’hanno portata dal set cinematografico alle aule del Parlamento (con il Partito dell’amore), passando per la televisione e la scrittura.
Figlia di un ricercatore nucleare, Moana trascorse l’adolescenza tra Brasile, Canada e Francia, per poi stabilirsi a Roma nel 1979. I suoi studi di chitarra classica e clavicembalo al conservatorio, e la frequentazione della scuola di recitazione di Alessandro Fersen, rivelano una personalità poliedrica e una sete di conoscenza che andava ben oltre le luci della ribalta. Gli esordi nel cinema tradizionale (fece anche un cameo in Borotalco) come comparsa e modella, precedettero l’ingresso nel mondo del porno, dove inizialmente si celò dietro pseudonimi come Linda Heveret e Margaux Jobert.
La partecipazione a Miss Italia nel 1981 e la conduzione del programma televisivo per bambini “Tip Tap Club” su Rai 2, accanto a Bobby Solo e Sergio Leonardi, mostrano una Moana che cercava il suo posto nel mondo dello spettacolo. La scoperta della sua attività nel cinema a luci rosse la portò all’allontanamento dal programma, un evento che, paradossalmente, contribuì ad accrescere la sua notorietà.
Il 1987 segnò la svolta con “Fantastica Moana”, il film che la lanciò definitivamente nel circuito pornografico. L’ingresso nell’agenzia Diva Futura (la cui epopea è stata raccontata dalla segretaria Debora Attanasio) di Riccardo Schicchi e la partecipazione allo spettacolo dal vivo “Curve deliziose” generarono scandalo e clamore mediatico, consolidando la sua immagine di icona trasgressiva.

Tuttavia, Moana Pozzi non si limitò al ruolo di pornostar. La sua intelligenza e cultura le aprirono le porte della televisione, dove partecipò a programmi come “L’araba fenice”. Condusse anche il programma “Magico David” su Italia 1, dedicato all’illusionista David Copperfield, dimostrando una versatilità che sfidava gli stereotipi.
La pubblicazione del libro “La filosofia di Moana”, un’autobiografia che svelava dettagli intimi della sua vita e le sue relazioni con personaggi noti (a cui aveva dato anche i voti), fu un altro tassello di una carriera in continua evoluzione. L’opera generò polemiche e discussioni, contribuendo a rendere Moana un personaggio pubblico ancora più controverso e affascinante.
La sua prematura scomparsa a Lione nel 1994, a soli 33 anni, lasciò un vuoto nel mondo dello spettacolo e aprì la strada a numerose speculazioni sulle cause della sua morte.



