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Home » Spettacolo » Ogni film, un cult movie: chi era Rob Reiner, regista di Stand by Me e Harry, ti presento Sally

Ogni film, un cult movie: chi era Rob Reiner, regista di Stand by Me e Harry, ti presento Sally

Un breve ritratto della carriera di Rob Reiner, regista di alcuni dei cult movie più amati deglli anni '80 e '90.
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino15 Dicembre 2025
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Rob Reiner in una delle sue ultime interviste
Rob Reiner in una delle sue ultime interviste (fonte: YouTube)

Hollywood è senza parole per la morte di uno dei suoi registi più amati e di talento, Rob Reiner, trovato senza vita nella sua casa di Los Angeles, assieme alla moglie Michele Singer. Secondo quanto riportato in esclusiva da People, la coppia sarebbe stata assassinata dal figlio Nick.

Rob Reiner era nato il 6 marzo 1947 nel Bronx, New York, figlio del leggendario comico e regista Carl Reiner e dell’attrice e cantante Estelle Lebost. Cresciuto a Hollywood, aveva studiato alla UCLA Film School prima di intraprendere la carriera artistica. La sua prima grande popolarità era arrivata negli anni Settanta quando interpretò Michael “Meathead” Stivic, il genero hippie del protagonista Archie Bunker nella sitcom CBS “All in the Family”, che in Italia conosciamo come Arcibaldo. Per questo ruolo vinse due Emmy Awards come miglior attore non protagonista in una serie comica, nel 1974 e nel 1978.

La carriera di Reiner come regista decollò nel 1984 con “This Is Spinal Tap”, il mockumentary improvvisato su una band heavy metal che divenne un cult istantaneo. Seguì una straordinaria serie di successi negli anni Ottanta e Novanta che dimostrarono la sua versatilità: “Stand by Me” (1986), adattamento di un racconto di Stephen King; “La storia fantastica” (1987), fantasy divenuto un classico; “Harry, ti presento Sally” (1989), la commedia romantica scritta da Nora Ephron con la memorabile scena dell’orgasmo finto al ristorante (rifatta poi dagli attori poco tempo fa per una pubblicità); “Misery non deve morire” (1990); e “Codice d’onore” (1992) con Tom Cruise e Jack Nicholson.

 

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Nel 1987 aveva co-fondato la casa di produzione Castle Rock Entertainment, che produsse molti dei suoi film e altri successi cinematografici prima di essere acquisita da Turner Broadcasting nel 1993. Il suo film più recente era “Spinal Tap II: The End Continues”, sequel del classico del 1984 uscito proprio quest’anno.

Rob Reiner aveva incontrato Michele Singer quando stava dirigendo “Harry, ti presento Sally”. I due si erano sposati nel 1989 e avevano avuto tre figli insieme, Jake, Romy e, appunto, Nick, segnato da un passato di dipendenze. In precedenza, Reiner era stato sposato con l’attrice e regista Penny Marshall, scomparsa nel 2018 all’età di 75 anni per complicazioni legate al diabete. Aveva adottato la figlia della donna, Tracy.

Oltre alla carriera cinematografica, Reiner era stato una voce progressista prominente nella comunità di Hollywood, attivo in diverse iniziative politiche in California e sostenitore convinto dei candidati democratici. Nel 2006 aveva valutato la possibilità di candidarsi come governatore della California contro Arnold Schwarzenegger, prima di decidere di non entrare nella corsa elettorale per concentrarsi sulle cause che gli stavano a cuore, tra cui i diritti LGBT e altre battaglie civili.

La carriera registica di Reiner negli ultimi anni si era orientata verso progetti meno commerciali e più politicamente impegnati, affrontando temi come il movimento per i diritti civili degli anni Sessanta in “Ghosts of Mississippi” (1996), la carriera politica di Lyndon Johnson in “LBJ” (2016) e la Guerra del Golfo del 2003 in “Shock and Awe” (2017). Nel 2023 aveva diretto il documentario “Albert Brooks: Defending My Life”.

 

 

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