Rob Reiner, leggendario regista e attore americano, è stato trovato morto domenica 14 dicembre nella sua residenza di Brentwood, Los Angeles, insieme alla moglie Michele Singer. Aveva 78 anni. I corpi senza vita della coppia sono stati scoperti nel pomeriggio, intorno alle 15:30, quando i vigili del fuoco di Los Angeles sono intervenuti in seguito a una chiamata per assistenza medica.
Secondo quanto riportato dal dipartimento di polizia di Los Angeles, le morti sono attualmente investigate come omicidio. Le vittime sarebbero state uccise con arma da taglio.
Fonti vicine alla famiglia hanno rivelato a People che il figlio della coppia, Nick Reiner, 32 anni, è stato identificato come il responsabile delle morti. La polizia ha confermato che Nick è vivo e attualmente sottoposto a interrogatorio, anche se al momento non sono stati effettuati arresti formali. Le autorità non hanno ancora rilasciato dichiarazioni ufficiali sulla dinamica degli eventi.
Nick Reiner aveva parlato pubblicamente in passato della sua lunga battaglia contro la dipendenza da droghe, iniziata nella prima adolescenza. In un’intervista del 2016, aveva raccontato di aver attraversato cicli ripetuti di riabilitazione a partire dai 15 anni e di aver vissuto periodi di senzatetto in diversi stati americani. “Ora sono a casa da molto tempo e mi sono riabituato a vivere a Los Angeles e a stare vicino alla mia famiglia” aveva dichiarato all’epoca. La sua esperienza aveva ispirato il film semi-autobiografico “Being Charlie”, che aveva co-sceneggiato e che suo padre Rob aveva diretto nel 2016.



