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Home » Spettacolo » Sal Da Vinci a Belve rompe il silenzio sul caso Cazzullo: “Esiste un repertorio della camorra?”

Sal Da Vinci a Belve rompe il silenzio sul caso Cazzullo: “Esiste un repertorio della camorra?”

Il cantante risponde alle critiche scritte da Aldo Cazzullo sul Corriere della Sera dopo la sua vittoria sul palco dell'Ariston.
Tiziana MorgantiDi Tiziana Morganti27 Aprile 2026
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Dopo settimane di silenzio sulle polemiche seguite alla sua vittoria al Festival di Sanremo, Sal Da Vinci ha deciso di rompere gli indugi. Lo ha fatto nello studio di Belve, il programma condotto da Francesca Fagnani, in onda martedì 28 aprile alle 21.20 su Rai 2 e disponibile on demand su RaiPlay e Disney+.

Il cantante napoletano, che si prepara ora a rappresentare l’Italia all’Eurovision, aveva scelto fino a questo momento di non alimentare le polemiche. “Non ho voluto assolutamente replicare a questo tipo di provocazioni e ho chiesto anche ai miei fan di non farlo”, ha spiegato durante l’intervista. Ma incalzato dalle domande della conduttrice, ha deciso per la prima volta di rispondere alle accuse mosse dal giornalista del Corriere della Sera Aldo Cazzullo.

Al centro della controversia c’è la canzone vincitrice di Sanremo, Per sempre sì, che Cazzullo aveva definito “adatta a un matrimonio camorrista“. Una frase che ha scatenato reazioni contrastanti e che Sal Da Vinci ha affrontato di petto seduto sullo sgabello di Belve. Quando Francesca Fagnani ha citato il passaggio incriminato, il cantante ha provato a mantenere la calma, rispondendo con una domanda diretta: “Ma perché, ci sono delle canzoni… un repertorio della camorra?”.

Sal Da Vinci
Sal Da Vinci (YouTube)

Il tono dell’intervista è cambiato quando la conversazione è entrata nel merito del consenso ottenuto dal pubblico. La conduttrice ha richiamato un altro punto dell’articolo di Cazzullo, in cui si suggeriva che brani simili in passato “avevano il buon gusto di arrivare secondi“. La replica del cantante a questo punto è stata netta e senza filtri: “È come offendere, è come dare dell’imbecille a chi mi ha votato. Si entra nella sfera della mancanza di rispetto”.

Una difesa non solo personale, ma rivolta soprattutto al pubblico che lo ha premiato con la vittoria sanremese. Per Sal Da Vinci, mettere in discussione il valore artistico della canzone significa sminuire il giudizio di chi ha scelto di votarla, trasformando una critica musicale in un attacco al gusto popolare.

Non sono mancati, secondo le anticipazioni, anche momenti più leggeri durante l’intervista. Quando Francesca Fagnani ha osservato provocatoriamente che il cantante “è amato da quelli che non amano Napoli” e ha chiesto se si riferisse agli interisti o ai milanisti, lui ha risposto con ironia in napoletano: “E che ne saccio… dai milanisti, dagli interisti… che mi fanno pure simpatia”.

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