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Home » Sport » Addio a Nicola Pietrangeli, capitano della prima Coppa Davis italiana. Sognava un funerale sul “suo” campo

Addio a Nicola Pietrangeli, capitano della prima Coppa Davis italiana. Sognava un funerale sul “suo” campo

Nicola Pietrangeli è morto. Due Roland Garros all'attivo, 67 titoli e il record mondiale di presenze in Coppa Davis. Fu il primo azzurro vincitore di uno Slam.
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino1 Dicembre 2025
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nicola pietrangeli
Nicola Pietrangeli (fonte: YouTube)
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Il tennis italiano piange la scomparsa di Nicola Pietrangeli, morto oggi all’età di 92 anni. Con lui se ne va una leggenda dello sport nazionale, il primo italiano a conquistare un titolo dello Slam e un’icona che ha attraversato quasi un secolo di storia portando il tricolore sui campi di tutto il mondo.

 

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Nato a Tunisi l’11 settembre 1933 da padre italiano e madre di origine russa, Pietrangeli arrivò a Roma dopo l’espulsione della famiglia dalla Tunisia. Di madrelingua francese e russa, imparò l’italiano solo una volta trasferitosi in Italia, paese che avrebbe poi rappresentato con un palmares straordinario e un carisma inconfondibile.

La sua carriera raggiunge l’apice con due vittorie consecutive al Roland Garros, nel 1959 e nel 1960, risultati che lo hanno reso il primo tennista italiano a vincere un torneo dello Slam in singolare. Un primato che ha mantenuto per quasi 65 anni, fino al 26 gennaio 2025, quando Jannik Sinner lo ha superato arrivando a quota tre Slam. Alla Gazzetta dello Sport disse: “I record sono fatti per essere battuti prima o poi”.

Ma i trionfi parigini rappresentano solo la punta dell’iceberg di una carriera stellare. Pietrangeli ha conquistato complessivamente 67 titoli: 44 in singolare, 11 in doppio e 12 in doppio misto. Tra questi spiccano due vittorie agli Internazionali d’Italia, nel 1957 e nel 1961, e tre successi consecutivi a Montecarlo, nel 1961, 1967 e 1968. Ha raggiunto quattro volte la finale al Roland Garros, è arrivato in semifinale a Wimbledon nel 1960 e ai quarti di finale agli Australian Championships nel 1957.

Dal 1959 al 1961 è stato numero 3 del ranking mondiale, secondo le classifiche compilate dai giornalisti Lance Tingay e Ned Potter prima dell’introduzione del sistema computerizzato. Una posizione che ha sempre rivendicato con orgoglio, fino all’ultimo dei suoi giorni, come parte integrante della sua identità di campione.

Nel doppio maschile ha formato con Orlando Sirola la coppia italiana più vincente della storia, conquistando insieme il Roland Garros nel 1959 e raggiungendo la finale di Wimbledon nel 1956. Nel doppio misto ha trionfato al Roland Garros del 1958 in coppia con l’inglese Shirley Bloomer. Ai Giochi del Mediterraneo di Napoli del 1963 si è aggiudicato l’oro in singolare e il bronzo in doppio, mentre alle Olimpiadi di esibizione del 1968 a Guadalajara ha conquistato la medaglia di bronzo in singolare.

Il legame di Pietrangeli con la Coppa Davis rappresenta un capitolo fondamentale della sua storia sportiva. Detiene il primato mondiale di incontri disputati e vinti nella competizione: 164 presenze complessive, di cui 110 in singolare e 54 in doppio, con 120 vittorie totali, 78 in singolare e 42 in doppio. Come giocatore ha raggiunto due volte la finale, nel 1960 e nel 1961, perdendo entrambe contro l’Australia.

La rivincita è arrivata nel 1976, quando da capitano non giocatore ha guidato i Moschettieri azzurri alla prima storica conquista della Coppa Davis. A Santiago del Cile, l’Italia superò i padroni di casa con un netto 4-1, regalando al tennis nazionale il primo grande trionfo internazionale. Una vittoria che Pietrangeli ha sempre considerato tra i momenti più alti della sua vita, nonostante il ritorno in patria fosse avvenuto nell’indifferenza generale dell’opinione pubblica.

Pietrangeli detiene anche il record di 22 titoli italiani assoluti conquistati in campo maschile, di cui 7 in singolare. È l’unico tennista italiano ad essere stato introdotto nella International Tennis Hall of Fame di Newport, riconoscimento che corona una carriera irripetibile.

Terminata l’attività agonistica nel 1974 in singolare e nel 1977 in doppio, Pietrangeli è rimasto una figura centrale nel mondo del tennis italiano e dello sport (era un appassionato tifoso della Lazio). Frequentatore abituale del Foro Italico, dove un campo porta il suo nome, era diventato ministro degli esteri della Federtennis, uomo della comunicazione per grandi brand, conduttore televisivo e attore.

Negli ultimi anni aveva affrontato con dignità il dolore più grande per un genitore: la perdita prematura del figlio Giorgio, stroncato da un tumore al cervello. Un lutto che lo aveva profondamente prostrato, al punto da ripetere: “Dovevo andarmene prima io, non è giusto”. Aveva tre figli dalla ex moglie Susanna e due nipoti, tra cui una femmina chiamata Nicola per mantenere vivo il nome del nonno. Ebbe una lunga relazione con la conduttrice Licia Colò.

Fino al compimento dei 90 anni, Pietrangeli aveva continuato a calcare le scene mediatiche, non senza qualche punzecchiata a distanza con Adriano Panatta. Pur stimandolo molto, Pietrangeli non ha mai lesinato critiche anche a Sinner. Ultima stoccata, in ordine di tempo, quella riguardante il rifiuto dell’altoatesino a giocare la Coppa Davis 2025, poi vinta dall’Italia.

Una vertigine lo aveva portato in ospedale negli ultimi giorni, credendo di tornare a casa il giorno dopo. È stato invece l’inizio della fine. Si racconta che immaginasse il suo funerale sul campo che porta il suo nome al Foro Italico, con musica di Frank Sinatra e la raccomandazione di rimandarlo in caso di pioggia per non far bagnare le scarpe alle signore presenti.

 

 

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