Le immagini televisive hanno mostrato con chiarezza che Bastoni ha simulato: Kalulu lo ha appena sfiorato con le dita, senza alcuna intensità tale da giustificare la caduta plateale del giocatore interista. Il gesto ha cambiato l’equilibrio della partita, permettendo all’Inter di gestire con maggiore facilità il match e conquistare i tre punti.
Perché il VAR non è intervenuto? La risposta è nel regolamento: la tecnologia può correggere decisioni sbagliate solo in casi specifici, come i rigori o i cartellini rossi diretti. Non può invece intervenire sui cartellini gialli, nemmeno quando il secondo giallo porta a un’espulsione. In pratica, una volta che l’arbitro ha fischiato il fallo e mostrato il giallo, la decisione è definitiva.
Ma Bastoni potrebbe essere punito in seguito attraverso la cosiddetta “prova televisiva“, cioè un procedimento in cui la Procura Federale analizza le immagini e decide se sanzionare un giocatore? La risposta è no. L’articolo 61 del Codice di Giustizia Sportiva stabilisce regole molto precise su quando si può utilizzare la prova TV per punire una simulazione. Il regolamento prevede sanzioni solo in quattro casi specifici: quando la simulazione porta a un rigore a favore della propria squadra, quando causa l’espulsione diretta di un avversario, quando si segna un gol toccando volontariamente la palla con la mano, o quando si impedisce un gol toccando il pallone con la mano.
L’episodio Bastoni-Kalulu non rientra in nessuna di queste categorie. Kalulu non è stato espulso direttamente ma per doppia ammonizione, un dettaglio tecnico fondamentale che esclude l’applicazione della norma. In sostanza, il regolamento attuale lascia scoperti proprio questi casi ambigui.
Anche il designatore arbitrale Gianluca Rocchi ha ammesso apertamente l’errore: “Siamo molto dispiaciuti. La decisione di La Penna è chiaramente sbagliata e non abbiamo potuto usare il VAR per correggerla. La Penna è mortificato”. Rocchi però ha aggiunto una critica diretta ai giocatori: “C’è stata una simulazione chiara, l’ultima di una lunga serie. In questo campionato cercano in tutti i modi di fregarci”.
L’allenatore dell’Inter, Cristian Chivu, ha provato a difendere il suo giocatore sostenendo che “il tocco c’è stato, anche se leggero” e che “Kalulu doveva tenere le mani a posto”. Una versione che però contrasta con le evidenze video e che ha convinto pochi osservatori.
Il comportamento di Bastoni dopo l’episodio ha ulteriormente alimentato le polemiche: il difensore ha prima chiesto il cartellino per Kalulu, poi ha esultato visibilmente quando l’arbitro ha estratto il rosso. Un atteggiamento considerato scorretto da molti, anche se non sanzionabile dal punto di vista disciplinare. Chivu ha deciso di sostituirlo all’intervallo, probabilmente per evitare ulteriori problemi visto che anche Bastoni era ammonito e avrebbe potuto rischiare l’espulsione per simulazione.
La reazione sui social network è stata immediata e violenta. Centinaia di tifosi juventini hanno invaso i profili Instagram di Bastoni e della moglie Camilla Bresciani con insulti pesanti e persino minacce. “Povero bambino che ha un padre così sc*i*oso”, “Che bello quando mor***i insieme ai tuoi figli”: sono solo alcuni dei messaggi apparsi sotto le foto della coppia, che alla fine ha dovuto disabilitare i commenti su tutti i post.
L’episodio ha fatto il giro del mondo: anche il quotidiano francese L’Equipe ha ironizzato sulla vicenda con un articolo intitolato “Medaglia d’oro di volo” riferito alla caduta teatrale di Bastoni.
L’arbitro La Penna, secondo quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport, rischia ora uno stop di diverse settimane per l’errore commesso. La vicenda riapre il dibattito sulla necessità di estendere il protocollo VAR anche ai cartellini gialli e sulle simulazioni che, come ha sottolineato Rocchi, stanno diventando un problema sempre più serio nel calcio italiano.
