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Home » Sport » È morto Sandro Munari, il campione che ha vinto 4 volte Montecarlo, corse anche in F1 e domò la Lamborghini nel deserto

È morto Sandro Munari, il campione che ha vinto 4 volte Montecarlo, corse anche in F1 e domò la Lamborghini nel deserto

Addio a Sandro Munari, leggenda del rally e 4 volte re di Montecarlo. Dal mito della Lancia Stratos alle sfide nel deserto, la storia del Drago.
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino28 Febbraio 2026
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Sandro Munari
Sandro Munari (YouTube)

Il mondo dell’automobilismo saluta una delle sue icone più leggendarie: si è spento a Bologna, all’età di 85 anni, Sandro Munari. Soprannominato il “Drago di Cavarzere”, Munari non è stato solo un pilota di eccezionale talento, ma il simbolo vivente di un’epoca d’oro del rally, caratterizzata da sfide al limite della fisica su strade innevate, sentieri sterrati e deserti sconfinati. Nato nel 1940 in provincia di Venezia, il suo legame con la terra d’origine e la sua grinta al volante gli valsero un appellativo che ne descriveva perfettamente lo stile: elegante, ma capace di una determinazione feroce.

La carriera di Munari iniziò in modo insolito per un futuro fuoriclasse del volante: nel 1964 debuttò infatti come navigatore, ottenendo subito successi di rilievo. Fu però dal 1965, passando alla guida, che il suo nome iniziò a dominare le cronache sportive. Il sodalizio con la Lancia divenne storico, portandolo a vincere il Campionato Italiano (1967, 1969) e quello Europeo (1973).

Il 1977 segnò l’apice della sua carriera agonistica: Munari fu il primo italiano a conquistare la Coppa FIA Piloti, l’antesignana del moderno titolo mondiale. La sua superiorità divenne leggendaria soprattutto nel Rally di Montecarlo, la competizione più prestigiosa del calendario, che riuscì a vincere per ben quattro volte (1972, 1975, 1976 e 1977), tre delle quali consecutivamente a bordo della mitica Lancia Stratos.

Il talento di Munari era così cristallino da attirare l’attenzione anche della Formula 1. Nel 1973, il celebre Frank Williams gli propose di correre il Gran Premio del Sudafrica. Tuttavia, il direttore sportivo della Lancia, Cesare Fiorio, preferì trattenere il “Drago” nel suo ambiente naturale, evitando un salto nei circuiti che avrebbe potuto allontanarlo dal mondo dei rally.

Conclusa la fase dei mondiali su strada, Munari non smise di cercare il limite, dedicandosi alle grandi maratone africane come la Parigi-Dakar e il Rally dei Faraoni. In queste occasioni, dimostrò una sensibilità di guida fuori dal comune, riuscendo a domare nel deserto la maestosa Lamborghini LM 002, un mastodontico fuoristrada spinto da un potente motore V12.

Dopo il ritiro dalle competizioni attive, Munari mise la sua esperienza al servizio della sicurezza stradale e dell’industria automobilistica. Collaborò come consulente per la Lamborghini, contribuendo alla messa a punto della Diablo VT, e si dedicò con passione all’insegnamento della guida sicura.

Il suo carisma lo portò anche nel mondo del giornalismo e dell’editoria, dove condivise racconti e riflessioni in rubriche celebri come “A tutto gas”. La sua biografia, significativamente intitolata “Una vita di traverso”, riassume l’essenza di un uomo che ha affrontato ogni curva, sportiva e personale, con un mix inimitabile di istinto e metodo.

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