C’è un confine sottilissimo tra la gioia più grande e il dolore più profondo. Eileen Gu lo ha attraversato in pochi istanti, davanti alle telecamere di tutto il mondo, durante la conferenza stampa che avrebbe dovuto celebrare uno dei risultati sportivi più straordinari della storia delle Olimpiadi invernali.
La sciatrice statunitense, che gareggia per la Cina, aveva appena difeso con successo il titolo olimpico nell’halfpipe di sci freestyle alle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026, conquistando la sua sesta medaglia a cinque cerchi e diventando ufficialmente la sciatrice freestyle più titolata di sempre, come ha tenuto a ribadire qualche giorno fa alla domanda fuori luogo di un giornalista. Un primato assoluto. Eppure, all’ingresso in sala stampa al Livigno Snow Park, Gu non parlava di tecnica, di traiettorie o di punteggi.
“Il motivo per cui sono arrivata in ritardo è che ho appena scoperto che mia nonna è morta. È stata una parte davvero importante della mia crescita, e una persona che ammiravo immensamente.”
Le lacrime erano difficili da trattenere, ma Gu ha risposto con lucidità alle domande dei giornalisti, per poi lasciarsi andare alla commozione nel momento in cui ha deciso di condividere quella notizia.
“The reason I was late is that I just found out that my grandma passed away. She was a really big part of my life growing up and someone I looked up to immensely.”
-💔🇨🇳China’s Gu Ailing after clinching her 2nd straight freeski halfpipe gold🥇at the #Olympics#MilanoCortina2026 pic.twitter.com/6iK0MMT5tK
— CGTN Sports Scene (@CGTNSportsScene) February 22, 2026
La donna scomparsa si chiamava Feng Guozhen, nonna materna di Eileen. Non è un caso che il secondo nome della campionessa sia proprio Feng: un tributo esplicito, scelto dalla famiglia, per onorare chi ha avuto un ruolo determinante nella sua crescita, non solo come atleta, ma come persona.
Nel ritratto che Gu ha tracciato della nonna, emerge la figura di una donna tutt’altro che ordinaria. Un carattere forte, una vita vissuta senza compromessi:
“Molte persone vivono la vita come una barca a vela, mentre lei era un piroscafo. Questa donna comandava la vita, l’ha presa per le redini e l’ha trasformata in ciò che voleva che fosse. E mi ha ispirato tantissimo.”
Quella figura di riferimento ha evidentemente lasciato un’impronta profonda in Eileen. E lo si capisce ascoltando la promessa che le aveva fatto, poco prima di partire per i Giochi. Gu era consapevole che la nonna stesse attraversando una fase di grave malattia: l’ultima volta che si erano viste, la donna non stava bene.
“Non le ho promesso che avrei vinto, ma le ho promesso che sarei stata coraggiosa, come lo è stata lei. Ed è per questo che continuo a parlare di scommettere su me stessa, di essere coraggiosa e di correre rischi. In realtà, tutto risale a quella promessa che ho fatto a mia nonna. Sono davvero felice di essere riuscita a mantenerla, e spero di renderla orgogliosa. Ma questo è anche un momento molto difficile per me.”
Quella medaglia d’oro, dunque, porta con sé un peso e un significato che vanno ben oltre il podio.
