L’8 febbraio 2026, la pista Olympia delle Tofane si è trasformata nel teatro del peggior incidente della carriera di Lindsey Vonn. Pochi secondi dopo il via della discesa libera olimpica, la campionessa statunitense ha perso il controllo, è caduta violentemente ed è stata soccorsa d’urgenza. Il trasporto in elicottero all’ospedale Codivilla di Cortina, poi il trasferimento al Ca’ Foncello di Treviso, il primo intervento chirurgico, il secondo, e infine il rientro negli Stati Uniti per ulteriori operazioni.
Nell’incidente ha riportato la frattura complessa della tibia sinistra (con frattura della testa del perone e del piatto tibiale), ha avuto una sindrome compartimentale, complicazione che ha richiesto un doppio intervento d’urgenza per preservare la circolazione sanguigna, la rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro, già lesionato prima dell’inizio dei Giochi, e la frattura alla caviglia destra, riportata nella stessa caduta
Eppure, a meno di un mese da quel momento, Vonn è già in piedi. Letteralmente. La 41enne del Colorado ha pubblicato su Instagram, dove conta oltre 3,5 milioni di follower, un video che la ritrae mentre si allena in sala pesi, la gamba infortunata fasciata, il corpo che si rialza di nuovo dalla sedia a rotelle. Il post parla chiaro:
“Sicuramente ci sono stati momenti difficili, ma sono comunque grata… sto ancora lavorando sodo. L’unico obiettivo è guarire. Un giorno alla volta”.
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Dopo le prime cure in Italia, Vonn aveva annunciato che la guarigione completa richiederà circa un anno. Nelle settimane immediatamente successive all’incidente, la sciatrice era rimasta completamente immobile su una sedia a rotelle. Aveva dichiarato di aspettarsi di passare alle stampelle dopo almeno due mesi. Il ritorno agli esercizi in palestra, quindi, non era per nulla scontato così presto.
Sul post Instagram di Vonn sono arrivati anche i like di Sofia Goggia e Alex Vinatzer, due atleti italiani che conoscono bene il significato di una riabilitazione difficile. Un piccolo segnale di solidarietà tra sportivi che parla più di mille parole.
