Il mondo del volley italiano ha un nuovo trascinatore, e il suo nome è Mattia Bottolo. Lo schiacciatore classe 2000 si è affermato come un elemento cruciale nell’Italvolley ai Mondiali appena vinti grazie a un 3 a 1 in finale sulla Bulgaria, reso possibile anche dalle sue battute straordinarie. La sua prestazione, in questo torneo iridato, è stata fondamentale per il superamento della fase a gironi e per la finalissima.
La carriera di Mattia Bottolo è stata una rapida ascesa. Giovanissimo, è entrato a far parte della Nazionale, conquistando l’Europeo nel 2021 a soli 21 anni e il Mondiale l’anno successivo, a 22. Con la maglia della Lube Civitanova e con quella azzurra, ha saputo farsi strada nelle gerarchie, diventando in breve tempo un punto fermo per la squadra di coach De Giorgi. La sua presenza in campo è sinonimo di energia e punti decisivi, rendendolo un atleta da tenere d’occhio per il futuro del volley.
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Ma chi è Mattia Bottolo fuori dal campo? Oltre alle sue schiacciate potenti e alle sue vittorie, il campione nasconde aspetti della sua vita che rivelano una personalità ricca e sfaccettata. Tra le curiosità che lo riguardano, spiccano il suo profondo legame con il “volley di famiglia”, una passione ereditata e coltivata fin da piccolo. Non meno sorprendente è la sua attenzione meticolosa alla dieta, un regime alimentare rigoroso che contribuisce alla sua forma fisica impeccabile e alle sue prestazioni. E ancora, un dettaglio inaspettato: i suoi studi in biologia, che dimostrano una mente curiosa e un impegno che va ben oltre l’ambito sportivo. Infine, le sue iconiche esultanze, espressione della sua gioia e della sua grinta, sono diventate un marchio di fabbrica che infiamma il pubblico e i compagni di squadra.
In una squadra che è davvero straordinaria come team, allenata da un grande CT come Ferdinando De Giorgi, la presenza di stelle come Bottolo e come Yuri Romanò è solo motivo di grande vanto.



