Timothée Chalamet, attualmente tra i nomi più accreditati per la corsa agli Oscar grazie al film Marty Supreme, è al centro di una accesa disputa culturale che coinvolge le principali istituzioni artistiche del pianeta. Durante un confronto con il collega Matthew McConaughey — con cui aveva lavorato nel 2014 sul set di Interstellar — l’attore newyorkese ha espresso opinioni drastiche sul futuro delle arti performative classiche, scatenando una reazione a catena sui social network.
La conversazione, registrata per Variety e CNN, ruotava inizialmente attorno al calo della soglia di attenzione nelle nuove generazioni. Chalamet ha osservato come i giovani riescano ancora ad apprezzare pellicole dal ritmo pacato, come il Frankenstein di Guillermo del Toro, pur cercando spesso intrattenimenti più immediati. Nel tentativo di sottolineare il proprio impegno per mantenere vivo il cinema nelle sale, l’attore ha tuttavia affermato che forme d’arte come l’opera e il balletto non riscuotono ormai più l’interesse di nessuno.
Nonostante un immediato tentativo di rettifica, in cui ha espresso stima per i professionisti del comparto definendo la sua stessa uscita come “gratuita” e “un po’ grossa”, il commento non è passato inosservato.
I teatri italiani, custodi di una tradizione secolare, sono stati tra i primi a rispondere con fermezza e ironia. Il Teatro alla Scala di Milano ha diffuso un video che immortala scroscianti applausi al termine di una recita, suggerendo che un’esperienza dal vivo potrebbe far cambiare idea all’attore.
Visualizza questo post su Instagram
L’Opera di Roma, invece, ha scelto un approccio più informale su Instagram, facendo leva sulla nota passione di Chalamet per la squadra di calcio della AS Roma e invitandolo ad allargare i propri orizzonti visitando il teatro della capitale.
Visualizza questo post su Instagram
Le dichiarazioni di Chalamet appaiono curiose se contestate al suo background: l’attore proviene infatti da una famiglia profondamente legata allo spettacolo, con una madre ex ballerina di Broadway. Il Metropolitan Opera House di New York ha risposto mostrando il complesso lavoro artigianale che precede ogni messa in scena, mentre il Royal Ballet and Opera di Londra ha sottolineato come il cinema e la moda debbano gran parte della propria estetica proprio alle arti classiche.
Dalla Svizzera, l’Opera di Zurigo ha pubblicato un video in cui un personaggio dello spettacolo Monster’s Paradise reagisce con finto sdegno alle parole della star, accompagnato da un brano di Rosalía caratterizzato da evidenti influenze operistiche.
Mentre il mezzosoprano Isabel Leonard si è detta colpita dalla visione limitata dell’attore, direttori artistici come Alistair Spalding del Sadler’s Wells hanno fornito dati in controtendenza, affermando che la popolarità della danza è in realtà in costante crescita.



